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Shields e Hogue stendono Venezia, Trento in finale
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Shields e Hogue stendono Venezia, Trento in finale

La Dolomiti Energia chiude la serie in gara4 con un ottimo secondo tempo e dal 5 giugno affronta l'EA7 Milano.

giovedì 31 maggio 2018

ROMA - Per il secondo anno consecutivo, la Dolomiti Energia Trento giocherà la finale scudetto. La squadra di Maurizio Buscaglia ha infatti battuto la Reyer Venezia anche in gara4 (84-76) e chiuso la serie di semifinale sul 3-1. Un anno dopo la sconfitta in finale scudetto, dunque, Trento trova la sua vendetta e approda in finale dove dal 5 giugno l’attende Milano che ha superato Brescia in quattro partite.

 

LA CRONACA - In gara4 Venezia ha provato a scappare via nel primo tempo, chiuso 36-41, ma come spesso è accaduto in questa serie la Dolomiti Energia ha trovato il ritmo giusto dopo l’intervallo lungo. Il terzo quarto, chiuso 26-16 dai padroni di casa, ha infiammato il pubblico trentino e nell’ultimo quarto Venezia è stata costretta a inseguire anche dalla doppia cifra di svantaggio (67-57). Le triple in sequenza di Johnson (2) e di Haynes (1) hanno riportato l’Umana a contatto (75-71) e il rimbalzo offensivo di Daye dopo l’errore in lunetta di Peric è valso il 77-74. Nel possesso successivo lo stesso Daye ha incredibilmente sbagliato in contropiede e Trento non ha perdonato, prima con Gutierrez (79-74) e poi con Gomes (82-74). Trento in finale, meritatamente. Per i padroni di casa 17 punti di Shields e Hogue, 16 di un fantastico Forray e 12 di Silins. Per Venezia, 17 punti di Johnson, 16 di Daye e 12 di Watt.

 

IL COACH - Così Maurizio Buscaglia a fine partita: “Bella partita e bellissima serie, loro oggi hanno iniziato molto bene e noi abbiamo fatto fatica perché pensavamo troppo, eravamo contratti. Siamo ripartiti dalle nostre cose nel secondo tempo, tornando a condizionare il loro attacco: noi siamo una buona squadra ma possiamo vincere se facciamo insieme le nostre cose. All’intervallo ci siamo detti che dovevamo passarci di più la palla e alzare l’intensità difensiva. Con un paio di recuperi, ci siamo sbloccati in campo aperto. Ora lo posso dire: ho 12 fantastici ragazzi”.

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