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Arpad Weisz, Inter e Juventus giocano per lui
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Arpad Weisz, Inter e Juventus giocano per lui

Nel giorno della memoria i nerazzurri ricordano una leggenda. Il 31gennaio, nel 72esimo anniversario della sua morte, derby di Milanotwitta

mercoledì 27 gennaio 2016

MILANO - Nel Giorno della Memoria lo sport non può esimersi dal celebrare personaggi che sono stati assassinati solo per la loro estrazione culturale o etnica. Uno degli esempi più noti e più raccontati è quello di Arpad Weisz, ungherese ex calciatore e allenatore dell'Inter, morto in un campo di concentramento perchè ebreo. In questo giorno, nel 2012, i nerazzurri hanno reso omaggio alla memoria di uno dei più grandi allenatori dell'epoca con una targa all'interno dello stadio San Siro, così come hanno fatto il Novara e la città di Bari, dopo che la figura di Weisz era stata dimenticata per quasi sessant'anni. Tra pochi giorni, il 31 gennaio, sarà il 72esimo anniversario dalla scomparsa del tecnico ungherese, proprio quando i nerazzurri giocheranno il derby contro il Milan. Arpad Weisz è stato lo scopritore di uno dei grandissimi del calcio italiano, Giuseppe Meazza, e co-autore di un libro ancora oggi all'avanguardia, "Il giuoco del calcio". Nel "Giorno della Memoria" vanno ricordate tutte quelle persone che, per la follia di alcuni, hanno perso la vita e vanno condannati tutti coloro che dimenticano gli atti osceni di quei giorni, nella speranza che non accadano mai più. 

WEISZ -  Nel '38 dovette lasciare l'Italia in seguito alla promulgazione delle leggi raziali, riparò in Francia e poi in Olanda dove per un breve periodo tornò ad allenare, riuscendo con il Dordrecht, una piccola squadra, a battere armate come Ajax, Psv e Feyenoord. Nonostante la sua persona fosse legata al mondo dello sport, in seguito all'occupazione nazista dei Paesi Bassi, Weisz venne imprigionato con la sua famiglia. Moglie e figli vennero deportati ad Auschwitz per primi e uccisi nelle camere a gas di Birkenau. Arpad venne assegnato a un campo di lavoro e sopravvisse per 15 mesi prima di morire in una camera a gas il 31 gennaio del 1944. 

LE PAROLE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA - Sergio Mattarella, parlando al Quirinale nel Giorno della Memoria: "Auschwitz è un buco nero nella storia dell'umanità: un buco nero che ha di colpo inghiottito, insieme a milioni di vittime innocenti, secolari conquiste nel campo del diritto, della scienza, del pensiero e dell'arte". "Il folle progetto messo in atto con feroce determinazione dai nazisti. Il progetto di sterminare gli ebrei e di cancellare dal nostro continente ogni traccia della loro presenza. In questo stesso giorno ricordiamo anche la vergogna delle leggi razziali, volute dal fascismo in Italia nel 1938".

Tags: AuschwitzWeiszGiorno della Memoria

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