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Paola Ferrari: «90° minuto è di tutti»
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Paola Ferrari: «90° minuto è di tutti»

La celebre giornalista Rai: «La decisione della Lega di A è gravissima e mi dispiace sia stata presa da un presidente che stimo immensamente come Micciché»

di Paola Ferrari domenica 10 giugno 2018

TORINO - Sono stata e spero di non essere stata l’ultima conduttrice di 90° minuto, in questi anni insieme con Alberto Rimedio, con Mario Sconcerti e con un risultato molto brillante di share. E, questo, nonostante all’inizio della stagione la Lega calcio avesse annunciato che avrebbe programmato poche gare alle 18, in contemporanea con 90°, ma ne abbia poi piazzate più di venti. I dati di ascolto sono molto significativi: dimostrano come tanti italiani, pur amando il calcio, non hanno la possibilità o non vogliono acquistare l’abbonamento Sky e Mediaset Premium. Essi preferiscono guardarsi i gol a casa, sulla Rai e, magari, passare il pomeriggio in altro modo. Penso che proprio questo successo di 90° abbia acceso l’attenzione di Sky: ha capito che 90° non sarebbe morto, anche se avesse avuto una sola partita in contemporanea controprogrammazione. A Sky si sono accorti che gli italiani seguivano comunque la nostra trasmissione e, quindi, adesso puntano ad avere un’esclusiva totale che, se confermata, addirittura impedirà di vedere almeno i gol a chi non paga. La decisione della Lega di A è gravissima e mi dispiace sia stata presa da un presidente che stimo immensamente come Micciché. Mi dispiace pure che un governo come quello 5 Stelle-Lega, capace di intercettare con favore e, probabilmente, con merito, il voto di tanti italiani, possa permettere che tutti i fruitori della tv in chiaro debbano perdere il calcio e ciò che esso rappresenta. Già siamo senza Italia al mondiale; adesso, per vedere il calcio in tv, devi pagare. Non mi piace per niente e non lo dico perché ho condotto 90°: nella prossima stagione guiderò una trasmissione sulla Champions League e uno spazio sulla Nazionale, quindi non sono parte in causa. Parlo come giornalista Rai e come cittadina italiana. In questo spezzatino incredibile di partite, ci deve essere almeno una possibilità di seguire tutti i gol in chiaro. Il calcio deve essere di tutti. Capisco le esigenze dei club di fare cassa, ma devono essere fissati dei paletti. Qualcuno mi dirà che in Inghilterra tutto questo già succede, ma io vivo in Italia, sono italiana; non vivo in Gran Bretagna e non abbiamo la Brexit. Non mi interessano i modelli diversi dal nostro: impongono alle persone di pagare per avere un prodotto che sino a ieri e da 48 anni hanno sempre avuto senza pagare. Questo modello non troverà mai il mio favore, poiché è molto ingiusto. Spero che la Lega di A ci ripensi e ridia a tutti le emozioni del gol, ciò che resta ormai di un campionato dove comandano solo le televisioni.

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