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Calcioscommesse, nuove gare nel mirino: c'è la Salernitana

Indagini su almeno 5 partite del club granata di proprietà di Claudio Lotitotwitta

mercoledì 20 maggio 2015

TORINO - Ci sono almeno altre cinque partite che sarebbero state combinate e su cui gli inquirenti di Catanzaro che hanno concluso ieri la prima fase dell'inchiesta sul calcioscommesse stanno indagando. Gare che riguarderebbero almeno 3 squadre, tra cui la Salernitana, promossa direttamente in serie B dopo aver vinto il girone C di Lega Pro.

Delle partite su cui si starebbe concentrando l'attenzione degli investigatori della squadra mobile di Catanzaro e del Servizio centrale operativo, di Lega Pro, avrebbero parlato in diverse telefonate alcuni degli indagati e degli arrestati nell'operazione di ieri. Discorsi nei quali, si apprende da fonti qualificate, i personaggi coinvolti nell'inchiesta affermerebbero di aver avuto notizie da soggetti terzi sulla possibilità di scommettere su quelle partite perché combinate. Si tratterebbe di almeno una decina di soggetti, tra cui altri calciatori e dirigenti sportivi. E sarebbero almeno tre le squadre tirate in ballo in questa nuova fase dell'inchiesta: la Salernitana, ma anche il Benevento e l'Ascoli: la prima è inserita nello stesso girone della Salernitana; la seconda, invece, milita nel girone B, sempre di Lega Pro. Entrambe hanno disputato i play off per accedere in serie B e sono state sconfitte.

PIZZINI - Alcuni "pizzini" con quote, nomi di squadre e modalità di giocate sono stati trovati dalla polizia nel corso delle perquisizioni effettuate contestualmente all'esecuzione dei 50 fermi disposti dalla Dda di Catanzaro. In uno, ad accompagnare la giocata da fare, c'è scritto: "se ci beccano ci arrestano".

TORRES - "Io non ho venduto niente, chi dice il contrario sbaglia o è in malafede". Il giorno dopo la tempesta, il presidente della Torres, Domenico Capitani, continua a professare la sua assoluta estraneità rispetto all'attività criminosa di chi aveva messo in piedi una vera e propria struttura d'affari specializzata nel calcioscommesse e stanata dall'inchiesta "Dirty Soccer" . "La Torres non costa 5mila euro o 15mila", dichiara il presidente. Il riferimento è a uno stralcio delle intercettazioni legate alla presunta combine di Pisa-Torres, partita di Coppa Italia di LegaPro, giocata il 29 ottobre 2014, per la quale Capitani è finito sul registro degli indagati insieme all'ex allenatore Massimo Costantino. Più complicata la posizione dell'ex direttore sportivo Enzo Nucifora - da ieri in carcere - tirato in ballo anche per Monza-Torres del 17 dicembre 2014 e indicato dagli inquirenti come membro attivo dell'associazione criminale. Ercole Di Nicola, direttore sportivo dell'Aquila e figura centrale dell'inchiesta, grazie alla collaborazione del complice Giuseppe Sampino, ex calciatore, oggi procuratore sportivo, sarebbe entrato in contatto con la dirigenza della Torres, ottenendo la disponibilità a vendere il risultato dell'incontro di Coppa Italia che la squadra sarda avrebbe disputato con il Pisa. Di Nicola avrebbe poi venduto il risultato dell'incontro a un gruppo di scommettitori serbi e sloveni, che in cambio avrebbero pagato agli indagati 20mila euro per l'opera prestata. "Se i tifosi pensano che io possa fare un'operazione del genere per due noccioline allora mi ritengono davvero un cretino - commenta Capitani - sono rattristato da quel che leggo dell'avvocato Nucifora, ma per quanto mi riguarda chiarirò tutto al momento opportuno". Una posizione chiara, confermata dalla volontà di continuare a lavorare per il futuro della squadra sassarese. "Quello che mi interessa ora è la Torres - conferma il presidente - continuerò a lavorare per la Torres, come ho fatto in questi anni, con grandi sacrifici".

 

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