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Boniek avvisa la Juventus: «CR7 grande colpo, ma il calcio è imprevedibile»
© /Agenzia Aldo Liverani S.a.s.
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Boniek avvisa la Juventus: «CR7 grande colpo, ma il calcio è imprevedibile»

L'ex bianconero, oggi presidente della Federcalcio polacca: «L'ingaggio di Ronaldo una mossa intelligente e ora la squadra è tra le top 5 di Europa, ma per la Champions sono in corsa 10 squadre»

mercoledì 11 luglio 2018

TORINO - Il calcio non è una scienza esatta e l'equazione "fuoriclasse uguale vittorie" è suggestiva quanto elementare, ma non sempre così scontata. Anzi. La storia lo insegna: anche la Juve pluriscudettata di Trapattoni, imbottita di neocampioni del mondo in Spagna (Zoff, Tardelli, Gentile, Scirea, Rossi, Cabrini), fallì gli obiettivi stagionali (scudetto alla Roma e ko in finale di Coppa dei Campioni contro l'Amburgo ad Atene), malgrado l'arrivo post-Mondiale, nell'estate 1982, di due assi del calibro di Michel Platini e Zibì Boniek, i due fuoriclasse più contesi dell'epoca. «Il calcio è imprevedibile e la Champions possono vincerla almeno 10 squadre - spiega il polacco, che oggi è presidente della Federcalcio del proprio Paese -. La Juve, con Cristiano Ronaldo, avrà sicuramente dei benefici, ma non si pensi che abbia già vinto. La squadra è forte e Ronaldo è una perla che dovrà incastonarsi in qualcosa di esistente. La Juve è stata capace, senza di lui, di vincere sette scudetti di fila e una serie di Coppe Italia. Era già uno squadrone, insomma, ma il calcio è imprevedibile. Se oggi rifacessimo i Mondiali, cambierebbero i nomi delle quattro semifinaliste. Ad ogni modo, l'arrivo di Cristiano Ronaldo è una cosa fantastica per il calcio italiano e per la Juve. Con un campione come lui, inoltre, la Serie A riacquista un certo appeal: il suo ingaggio è stata una mossa intelligente del club, che avrà tanti vantaggi economici».

Boniek precisa poi che, all'epoca del suo arrivo e di quello di Platini, «c'era un'altra gestione societaria. Era proprio un'altra cosa: qualche anno dopo vincemmo comunque lo scudetto, la Coppa delle Coppe contro il Porto a Basilea (1984, ndr) e la Coppa dei Campioni contro il Liverpool (nella drammatica sera dell'Heysel, ndr)». Secondo il polacco, adesso la Juve è «indiscutibilmente nella Top 5 dei club europei e salgono anche le quotazioni del calcio italiano, che era considerato di seconda-terza fascia, mentre adesso è diventato più interessante anche a livello di vendita dei diritti tv-. Tutti devono essere contenti dell'arrivo del portoghese. Ronaldo si dovrà inserire in una squadra che è già forte, vincente: la storia della Juve non la fa un singolo giocatore, ma la società, i dirigenti, l'organizzazione. Ma non dimentichiamo mai una cosa - conclude Boniek -, il calcio è imprevedibile».

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