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Paratici, l'uomo in più della Juventus. E per Ronaldo
© Juventus FC via Getty Images
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Paratici, l'uomo in più della Juventus. E per Ronaldo

Il direttore sportivo bianconero ha spiegato i retroscena del colpo del secolo. Anche lui è fuoriclasse ambito dai top club, ma  è fedele alla Vecchia Signora. E Cristiano sorride

 Elvira Erbì martedì 17 luglio 2018

TORINO - Fabio Paratici è uno dei (tanti) segreti della rinascita bianconera. Dalla gestione Andrea Agnelli (2010 in avanti), al fianco di Beppe Marotta, ha dato un contributo fondamentale a fare della Juventus uno dei top club mondiali, come la sua storia chiedeva a gran voce, dopo la Serie B, dopo calciopoli, dopo gli anni da comprimaria mentre l’Inter di Mourinho - ad esempio - conquistava il Triplete. L’ad Marotta lo aveva voluto con sé ai tempi della Sampdoria, apprezzandone la serietà del giovane ex calciatore e soprattutto la competenza. Alla Juve, ha avuto anche i gradi di direttore sportivo, fino a diventare un pezzo pregiato, alla stregua di un calciatore fuoriclasse. Già, perché anche nell’affare Cristiano Ronaldo c’è il suo zampino, c’è la sua lungimiranza. Aveva sentito Jorge Mendes, l’agente del portoghese, dopo la famosa rovesciata in Champions. Lì si era manifestata per la prima volta la volontà del giocatore, un giorno, di vestire la maglia bianconera. Un giorno che è arrivato, presto, avverando un sogno fatto diventare realtà, come ha spiegato lo stesso ds. «Il via libera lo ha dato il presidente», fatti due calcoli. E lui è stato bravo a tessere la tela con l’entourage del giocatore. Non a caso, il vertice gli ha lasciato l’onere di stare accanto a Cristiano in conferenza stampa. Paratici ha preso la parola, ha spiegato il dietro le quinte dell’operazione, del colpo del secolo. Ma lui non ama la ribalta, preferisce lavorare nell’ombra. Lo volevano le inglesi, lo voleva il Psg, e pure gli spagnoli. Ma Fabio, 46enne di Borgonovo Val Tidone, è fedele alla Vecchia Signora. E Cristiano Ronaldo, sì anche lui, sorride. Ha giocato, da difensore e centrocampista, tra gli altri, nel Piacenza, nel Palermo, nel Brindisi dve vince una Coppa Italia. É cresciuto con Pippo Inzaghi, di cui è buon amico. Alla Samp ha fatto l’osservatore, poi si è conquistato sempre più spazio. Da anni è l’alter ego di Beppe Marotta. Prima di acquistare un giocatore, lui vede se è da Juve, parla con la famiglia, indaga a fondo. E’ successo anche con Morata. Nel caso di CR7 poi è stata una splendida intuizione. Si è inserito al momento giusto, in un vuoto di potere. E Cristiano è bianconero, beato contento, come scrive su Instagram. Per vincere la Champions, ovvio. Ma non solo.

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