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Messaggi continui: Pogba è tornato e chiama la Juve
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Messaggi continui: Pogba è tornato e chiama la Juve

La tentazione bianconera cresce. Il centrocampista attratto dai campioni

 Antonino Milone mercoledì 18 luglio 2018

TORINO - Raccontano, i ben informati, che quel siparietto ad alto tasso adrenalinico tra Paul e l’amico Blaise (amico da anni, da prima che l’ex Paris Saint-Germain firmasse per la Juve) non sia stato casuale. O meglio: non c’era un copione da rispettare, né battute da recitare a memoria, ma probabilmente bastava soltanto aspettare il momento

giusto. Incrociandosi, per esempio, negli spogliatoi con la Coppa del Mondo in braccio: eccola lì, la scenografia perfetta. E lo scambio di battute («Tu devi venire ancora alla Juve», «Aah, la Vecchia Signoraaa ») è lo spunto ideale perché i sogni dei tifosi bianconeri, già ebbri per Cristiano Ronaldo, si propaghino nell’etere di un calciomercato che per i campioni d’Italia non finisce qui. Anzi, tornando al duetto Matuidi-Pogba: fra un desiderio espresso da un compagno e la realtà non è detto che si staglino ostacoli incancellabili. Perché poi la riuscita di un affare è soprattutto una questione di soldi, però le volontà dei calciatori contano, eccome se contano.

Riavvolgendo il nastro: nell’estate 2016 il Polpo lascia Torino per tornare a Manchester e lo fa al prezzo di 105 milioni più 5 di bonus firmando un quinquennale con opzione 2022 per i Red Devils. Succede perché è contento di farlo, senza contare il fatto che per la Juve si tratti di un’operazione irrifiutabile. Due anni dopo, si rischia di ribaltare gli equilibri: il francese con José Mourinho fatica a legare e possono non bastare i mega contratti pubblicitari che lo riguardano, con la visibilità che un grande club come lo United sa garantire. Ma con Ronaldo in rosa il ritorno alla base juventina sarebbe un’opzione ancor più gradita a Pogba. CR7 o non CR7, ad ogni modo, il feeling tra ilfresco campione del Mondo e gran parte dei calciatori bianconeri è rimasto intatto negli anni. Paul ha vissuto a Torino dal 2012 al 2016 e con il tempo ha visto intrecciarsi ancor più i già buoni rapporti con alcuni mammasantissima (come Giorgio Chiellini) o con giovani talentuosi come Paulo Dybala: indimenticabili i balletti in coppia sciorinati sul prato con la Joya dopo un gol, immarcescibile l’amicizia sviluppata fuori dal campo. Via telefono, poi, tramite chat di gruppo su Whatsapp e non solo il francese non ha mai dimenticato come si stava bene sotto la Mole. L’ultimo show all’Eliseo per festeggiare il trionfo di Mosca dà la dimensione di un personaggio unico e in evoluzione permanente.

Pogba messaggia, telefona, ma soprattutto ricorda.Come se nell’ultimo post regalato ai tifosi juventini prima di rincasare a Manchester (il 9 agosto saranno trascorsi due anni) sia già possibile intravedere tracce di un arrivederci, non di un addio. «Porterò con me un pezzo di voi e lascio a voi un pezzo di me», scriveva il centrocampista all’epoca dei fatti aggiungendo una chiosa: «La Juventus sarà sempre parte di me, mi mancherà e sempre l’amerò». Decodificando quelle righe si scorgevano, all’epoca, barlumi di ipotetiche certezze future, frammiste alla sensazione di un compito non portato a termine a Torino. E se il Polpo mantiene intatti i rapporti con gli juventini, la dirigenza bianconera tornerà presto a parlare con Mino Raiola, il deus ex machina del francese (e di Matuidi, fra gli altri).

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