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Zaza, Pereyra e altri eurobig: così il Torino riempie lo stadio
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Zaza, Pereyra e altri eurobig: così il Torino riempie lo stadio

Abbonamenti in vendita da oggi, ma alla fine del mercato mancano ancora 29 giorni: c'è tempo per fare una squadra all'altezza della sua gente

dal nostro inviato Alessandro Baretti giovedì 19 luglio 2018

BORMIO - D'accordo, il tifoso del Toro ha un po’ l’anima bambina: applaude un Gallo che mima la cresta, si esalta quando in campo scorge un giovane che fin da piccolo aveva la borsa sociale granata che gli sovrastava spalle e schiena, gioca d’ironia quando le cose alla squadra non vanno secondo le aspettative. Non è tuttavia bambino, ma scaltro adulto, quando c’è da pesare la domanda rispetto all’offerta. E’ un po’ brasiliano, il tifoso del Toro, nel suo scherzare su una realtà che raramente brilla di trasferte internazionali e campioni da applaudire; ma in definitiva, e proprio in virtù della suddetta arte di vivere, il tifoso del Toro è difficile da far abboccare all’amo. Ecco perché nella campagna abbonamenti che scatterà questa mattina, tutta impostata su neonati simpatici e slogan del tipo “Pappina nel sette”, “Punizione” e “Torello di riscaldamento” qualcosa non torna. Perché chi segue il Toro per tutta una stagione non fiaterebbe di fronte al pur contenuto aumento dei prezzi, se appunto la domanda fosse proporzionata all’offerta. E invece i granata sono reduci dall’ennesima stagione anonima, in sostanza deludente stante il cambio in panchina tra Mihajlovic e Mazzarri. E squadra sempre fuori dall’Europa League. Va beh, ha pensato qualche settimana fa il tifoso-bambino, adesso arriva il mercato; il tecnico toscano, che mediamente gode di fiducia nell’ambiente, sarà accontentato e nel 2019 si tornerà finalmente in Europa. Ebbene, giudicando la situazione allo stato dell’arte, quindi tenuto conto che il tempo (-29 giorni alla fine ufficiale del mercato) per modellare una squadra di livello europeo esiste ancora, la speranza è fin qui delusa. Izzo è in questo momento l’unica certezza. Poi sono arrivati: Rosati che è un secondo/terzo portiere (per carità, ce n’era bisogno), Bremer su cui c’è da sperare ma soprattutto lavorare, Meité che è da sgrezzare e Damascan che ha 19 anni e una gran voglia di imparare. L’uomo in grado di ribaltare la realtà dei fatti è il solito, cioè Urbano Cairo (ieri salito in Valtellina).

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