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Juventus, questa volta viene prima il risultato

Ci sono delle volte in cui non ha troppo senso andare per il sottiletwitta

mercoledì 4 novembre 2015

di Vittorio Oreggia

TORINO - Ci sono delle volte in cui non ha troppo senso andare per il sottile. E ci sono (anche) delle volte in cui il risultato viene prima di tutto. Del gioco, dello spettacolo e del divertimento. E ci sono (ancora) delle volte in cui bisogna usare il cervello e la calcolatrice. Ecco: il pareggio di Moenchengladbach, conquistato dalla Juventus con le unghie e con i denti - verrebbe da aggiungere con il cuore tenuto conto che il gol dell’1-1 lo ha segnato il redivivo Lichtsteiner - proprio per questo ha un valore inestimabile. La vittoria del City a Sivigilia mette infatti i vicecampioni d’Europa nella condizione di poter staccare il biglietto per gli ottavi con una gara di anticipo. La prossima, in programma il 25 novembre, prevede proprio l’incontro con il Manchester, già qualificato. Vedremo.

Nulla è stato semplice contro il Borussia. Perché si sa che la Juventus non attraversa un momento felice e perché ha praticamente disputato buona parte del secondo tempo in inferiorità numerica per l’espulsione di Hernanes. Non sappiamo come sarebbe finita se la sfida fosse stata consumata per tutti i novanta e passa minuti ad armi pari, certo che i bianconeri sarebbero riusciti a mettere il naso nell’area avversaria con più frequenza e non sarebbero stati costretti a difendersi come gli indiani a Little Big Horne, insomma non un assedio ma quasi. Però va sottolineato come (a parte la boiata di Chiellini sulla rete del vantaggio tedesco) non ci siano stati sbandamenti gravi, come sia venuto fuori il mestiere dei più vecchi, come... Come al solito sia stato Buffon l’uomo in più, con un paio di interventi fuori dall’ordinario, dunque straordinari. Il portiere, che più di qualsiasi altro è la guida della squadra, continua a ergersi protagonista in campo. Gigi sempre, gli altri a sprazzi: un po’ di Pogba (delizioso l’assist del gol), un po’ di Bonucci, un po’ di Evra, un po’ di Marchisio, un po’ di Dybala. A forza di un po’ si arriverà prima o poi al tutto, ma è chiaro che - capovolgendo la tradizione, persino la storia - adesso la Juventus da esportazione è diversa nell’indole da quella formato campionato. Sempre senza andare troppo per il sottile...

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