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Barcellona-Juventus: Dybala, così non è Joya
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Barcellona-Juventus: Dybala, così non è Joya

La serata storta di Dybala, poco sostenuto dal resto della squadra l’insegnamento del Camp Nou: nulla è perduto, ma serve più cattiveria

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mercoledì 13 settembre 2017

dal nostro inviato Fabio Riva

BARCELLONA - Quando si dice una sconveniente scelta di tempo... «Se giochi bene e vinci è molto meglio - dichiarava Gonzalo Higuain al Guardian poche ore prima di scendere in campo a Barcellona - ma giocare bene e non vincere non ti lascia nulla alla fine: quindi a mio giudizio è preferibile vincere, piuttosto che divertire». Non aveva contemplato, il Pipita, una terza strada, quella suo malgrado imboccata ieri sera dalla Juventus: giocare male e perdere. Men che meno l'aveva ipotizzata, questa strada impervia, Paulo Dybala che forse è stato schiacciato dalle aspettative e dalle pressioni ancor prima che dalle giocate di Lionel Messi, dirompente e imperante come prima e più di prima.

TIRETTI - Bene inteso, sarebbe folle nel giro di pochi giorni, poche ore, ridimensionare la Joya e le sue qualità: Joya che è e resta un campione sopra la norma, potenzialmente deputato a insidiare il trono dei Messi e dei Ronaldo. Ma sarebbe saggio prendere atto del fatto che i tempi per farlo, verosimilmente, non siano ancora maturi e che di gradini da scalare ce ne sono ancora. Stranamente e inaspettatamente, il Dybala visto ieri al Camp Nou è mancato di un’adeguata collaborazione da parte del resto della squadra, tanto per cominciare, ma anche di cattiveria nei momenti clou. Con tiretti un po' deviati e un po' sbilenchi, decisamente lontani dallo standard cui l'argentino ha abituato soprattutto in questo avvio di campionato. E nel finale, una volta capita la malaparata, l'attaccante ha accusato il colpo e si è un po' spento.

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Tags: Champions LeagueJuventusBarcellona

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