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Roma, Di Francesco attacca Douglas Costa: «Non si è scusato con mio figlio»
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Roma, Di Francesco attacca Douglas Costa: «Non si è scusato con mio figlio»

Il tecnico alla vigilia del debutto in Champions al Bernabeu: «Federico grande uomo. Real? Più forte senza CR7. Voglio una squadra arrabbiata»

martedì 18 settembre 2018

MADRID - «Non abbiamo ancora iniziato la Champions e si parla di entusiasmo decaduto. Mi sembra di stare a Roma. Parte con un pizzico di ironia la conferenza stampa di Eusebio Di Francesco, andata in scena nella pancia del Bernabeu alla vigilia della sfida contro i campioni in carica del Real Madrid. «Allo stesso tempo - ha proseguito il tecnico giallorossso - dico che sta a noi riportare l'entusiasmo dando maggiore continuità e ritrovando la spensieratezza. Mi auguro di vedere una squadra arrabbiata, che ha voglia di fare una partita gagliarda».

LA TATTICA - Di Francesco parla poi dell'avversario: «Tra il Real di oggi e quello di Zidane non vedo grandi differenze - ha spiegato -, è ancora presto. Ma senza Ronaldo mi dà la sensazione che sia più squadra: si muove in pressione cercando di togliere la linea agli avversari. Li vedo più aggressivi e tendono ad addormentare meno le partite. Sono molto più continui in questo senso. Non hanno perso le loro qualità. Passano dal 4-3-3 al 4-2-3-1, due sistemi di gioco che si somigliano rovesciando il triangolo di centrocampo. Affronteremo una partita che non sto qui a dire. Dobbiamo migliorare i nostri errori: nelle ultime partite ci è mancata la fase difensiva. Bisogna difendere in maniera migliore».

IL CASO DOUGLAS COSTA - L'allenatore romanista ha poi parlato anche del caso Douglas Costa, brasiliano della Juventus squalificato per quattro turni dopo lo sputo al figlio Federico nel finale del match vinto 2-1 dai bianconeri allo Stadium contro il Sassuolo: «Sono indignato io personalmente per quello che ho sentito su presunte parole dette da Federico a Douglas Costa quando alla fine è stato l'unico a prendere lo sputo, una umiliazione unica. È stato un grande uomo, sono orgoglioso come padre, l'unico che non ha ricevuto le scuse è stato lui e questo è assurdo - ha detto sempre in conferenza -. Sono veramente dispiaciuto e rammaricato. Il ragazzo è giù, ed è quasi passato da vittima a colpevole. Questo è veramente assurdo. Sui social hanno anche augurato la morte a me e mio figlio, non dico altro».

IL CAPITANO - Al fianco del tecnico in conferenza c'era Daniele De Rossi: «Noi siamo i primi a chiedere di più a noi stessi - ha detto il capitano -. Non è facile paragonare la Roma che ha battuto il Barcellona di qualche mese fa, in una gara arrivata dopo tanti mesi di conoscenza tra noi e l'allenatore, e questa che affronta il Real Madrid. La Roma che ha battuto il Barcellona inoltre veniva criticata per partite simili, c'erano state battute d'arresto. Se poi la stagione è finita in maniera soddisfacente, anche se non sono arrivati titoli, posso essere fiducioso ma dobbiamo fare di più».

 

 

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