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Juve, il tattico Maldera spiega tutti i segreti del Valencia
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Juve, il tattico Maldera spiega tutti i segreti del Valencia

«La squadra spagnola soffre gli inserimenti dei centrocampisti. I bianconeri devono stare attenti alle ripartenze»

 Filippo Cornacchia mercoledì 19 settembre 2018

TORINO - E’ Champions League, ma a sentire Amedeo Carboni - leggenda italiana del Valencia - stasera la Juventus si troverà di fronte una squadra molto italiana al Mestalla. «Concordo - aggiunge il match analyst Andrea Maldera. Quella di Marcelino è una squadra molto tattica, con una identità precisa ». Maldera, che lavora per l’Ucraina del ct Shevchenko e in passato è stato il tattico di Allegri al Milan, ha studiato per Tuttosport le due squadre.

Partiamo dal Valencia, che in Liga non ha ancora vinto: è davvero in difficoltà come dicono i risultati?
«In campionato non sono partiti bene e non è un caso che le prestazioni negative siano coincise con l’assenza per infortunio di Garay. L’argentino è un centrale d’esperienza che trasmette leadership a tutta la linea difensiva. Lo scorso anno si è rivelato un elemento determinante per la rincorsa alla Champions della squadra di Marcelino: senza di lui il Valencia perde parecchio, è più vulnerabile».

Dovesse fotografare tatticamente gli spagnoli?
«Il marchio di Marcelino, fin dai tempi del Villarreal, è un 4-4-2 fatto bene. In fase di non possesso sono una squadra molto diligente, applicata, compatta. Quando hanno palla gli avversari tendono a “stringersi” centralmente (immagine 3) concedendo pochissimi spazi tra le linee: preferiscono concedere le corsie esterne. E’ una squadra molto equilibrata, con uno stile simile a quello dell’Atletico Madrid di Diego Simeone: il Valencia lavora bene sugli intercetti, sulle seconde palle ed è molto abile nel chiudersi occupando tutti gli spazi».

Juve, il tattico Maldera spiega tutti i segreti del Valencia

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