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Tavecchio: «Con la Svezia molti gufavano per farmi fuori»
© Marco Canoniero
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Tavecchio: «Con la Svezia molti gufavano per farmi fuori»

L’ex presidente della Figc: «A San Siro c’erano parecchi che speravano che l’Italia non si qualificasse. Chi? A buon intenditor poche parole…»

lunedì 10 settembre 2018

TORINO - "A San Siro, nella partita contro la Svezia, c'erano parecchi che speravano che l'Italia non si qualificasse per farmi fuori. Chi? A buon intenditor, poche parole...". A quasi un anno dalla mancata qualificazione ai Mondiali, Carlo Tavecchio, ex presidente della Figc, si sfoga ai microfoni di Radio Sportiva. "Il percorso della Nazionale parte dai giocatori a disposizione: se non giocano nei club, è difficile che possano fare esperienza. Abbiamo una situazione molto confusa, ma il ct è all'altezza per gestirla", aggiunge l'ex presidente federale a proposito del nodo sollevato dal ct Mancini.

"In Italia non c'è coraggio, gli interessi economici di chi procura i giocatori all'estero sono evidenti, quindi non conta solo l'aspetto tecnico. Andava chiesto a livello politico all'Unione Europea - spiega ancora Tavecchio - la possibilità di avere solo 5 stranieri per squadra e questo era possibile anche durante il nostro semestre di presidenza (nel 2014)". "Io ho detto più volte che andavamo a fare la spesa all'estero e che i nostri ragazzi finivano in quarta fila. Per quanto mi è stato possibile, ho impostato i centri di formazione federale sul modello francese e questo era un lavoro di prospettiva da proseguire”.

Sulle riforme dei campionati e le squadre B, Tavecchio dichiara: "Avevamo una questione sui format dei campionati, che dovevano essere impostati diversamente: 18 squadre in A, 20 in B e 40 o 32 in C. Oggi siamo al 9 settembre e non si sa ancora quello che sarà il format: i programmi si sono bloccati. Per le squadre B, nella stagione 2016/17 Inter, Roma, Fiorentina, Juventus, Milan e Udinese avevano aderito, ma la Lega Pro non ha dato il via libera. Adesso si è arrivati ad una situazione paradossale: la Juventus vota in assemblea federale per la prima squadra e poi per quella di Lega Pro: c'è una dissonanza totale. Tutte le altre, invece, non avendo certezze su quali giocatori poter utilizzare, se ne sono tenute alla larga".

Infine sulla sua eredità, l'ex numero 1 di via Allegri conclude: "Abbiamo portato quattro squadre in Champions, siamo stati i primi a introdurre il Var; tutti frutti si una certa politica internazionale. Ora, invece si è deciso di votare per il Marocco come paese organizzatore dei Mondiali 2026: quali attenzioni internazionali potremmo avere se portiamo avanti questo tipo di politica? Tutti i programmi di cambiamento dei format, delle seconde squadre e dei centri di formazione sono stati abbandonati. Per fare la rivoluzione, bastava portare avanti i progetti che già c'erano. Abodi prossimo presidente federale? È una persona perbene a livello etico e morale, ma c'è uno schieramento molto compatto, con il 73% dei voti, che vorrà scegliere il proprio candidato".

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