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Malagò: «Spostamento derby mina credibilità del calcio»

Il presidente del Coni sullo spostamento del derby deciso dalla Lega dopo la richiesta della Lazio, impegnata nella finale di Coppa Italiatwitta

martedì 19 maggio 2015

ROMA - "Questa scelta mina in termini di credibilità le valutazioni perché quando si fanno delle eccezioni, ci saranno anche delle considerazioni che le giustificano, ma l'opinione pubblica non le prende bene e non reagisce bene". Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, sullo spostamento del derby deciso dalla Lega dopo la richiesta della Lazio, impegnata domani nella finale di Coppa Italia.

IL CASO - "La Lega ha avocato a sé il diritto e dovere di spostare questa partita di campionato che ulteriormente mette le nostre strutture in difficoltà perché è un giorno feriale - sottolinea il n.1 dello sport italiano a margine della Giunta - ma dal mio punto di vista è stato fatto bene se tutti erano d'accordo, assolutamente no se non solo le due squadre del derby ma le altre due squadre non condividevano la scelta. È una partita che si gioca a tre". Cioè Napoli e Juventus che hanno protestato per l'anticipo del loro match, invece, a sabato. "È comprensibile l'istanza del presidente De Laurentiis e del presidente Agnelli che ho sentito e che ha rispettato tutto l'anno la regola e l'impegno di giocare sempre il mercoledì e la domenica. Ha tutto il diritto di non cambiare la data". Malagò poi torna a commentare l'organizzazione della Lega Serie A. "Quando si è scoperto che si doveva giocare la finale il 20 maggio - sottolinea -, e complimenti alla Juve ancora, bisognava prevedere tutto il sistema di valutazione se uno spostava una pedina. Nel momento in cui tocchi una pedina alteri tutto il sistema e non va bene. Bisogna riconoscere - conclude - che chi ha giocato la Champions h sempre giocato di domenica. Dice: 'io ho rispettato sempre le regole'. La Juve è nel diritto di tutelare questa vicenda. Di fatto è stato scontentato qualcuno e questo non va bene".

DERBY - "Il derby di Roma è l'unico che non si gioca di sera? Non mi sembra affatto normale ed è grave è un'impotenza, ma dobbiamo rispettare il ruolo chi ha responsabilità sull'ordine pubblico". Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, sul fatto che il derby della Capitale non si possa giocare dopo la sera per motivi di sicurezza. "Il prefetto e il questore hanno questa responsabilità e non c'è la possibilità di giocare alle 20:45 - aggiunge a margine della Giunta Nazionale -. Non è normale. Quando c'è un'eccezione si finisce sempre per sbagliare".

FINALE COPPA ITALIA - "Domani sarà una finale ad alta tensione dopo quello accaduto l'anno scorso? Sì, sarà particolarmente alta perché ovviamente non si può rischiare di fare brutte figure". Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, sulla finale di Coppa Italia di domani tra Lazio e Juventus. "È una partita organizzata dalla Lega - rileva il capo dello sport italiano al termine della Giunta Nazionale - e sappiamo che le autorità, che hanno la responsabilità sull'ordine pubblico, sono molto sensibili e attente". L'auspicio del n.1 del Coni è che domani sia una "festa". "Ricordo che è la partita del presidente della Repubblica, che sarà presente allo stadio - conclude - e questo inorgoglisce molto tutto il sistema sportivo e il calcio in particolare. Quindi mi raccomando, non facciamo scherzi". Una partita spot per il calcio italiano? "Sì, assolutamente. La Juventus ha disputato una stagione da incorniciare e anche la Lazio ha fatto un grande campionato".

BELLOLI - In giunta Coni sì è parlato anche delle presunte frasi sessiste di Belloli: "Oggi in Giunta ne abbiamo parlato - spiega Malagò -. Ci aspettiamo che domani delle prese di posizione laddove queste dichiarazioni fossero confermate". "Il Coni non può vigilare sulla lega ma può esprimere un'opinione e oggi ho detto apertamente cosa penso - conclude il n.1 dello sport italiano -. Bisogna correre ai ripari, lo devono fare loro ma devono farlo presto e bene".

DIRITTI TV - "Un'ispezione, un controllo o una verifica non devono significare necessariamente che ci sono delle cose che non funzionano. Magari c'è stata una denuncia e può essere definito formalmente un atto dovuto". Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, sulle ispezioni della Guardia di Finanza legate ai diritti tv. "Mi è arrivata un'agenzia mentre stavo in Giunta e onestamente non so cosa pensare, ma attenzione - sottolinea Malagò -: un'ispezione, un controllo non significa che necessariamente ci siano cose che non funzionano. Non posso esprimere un'opinione - aggiunge il capo dello sport italiano al termine della Giunta Nazionale - e non credo neanche che sia giusto farlo adesso". 

CALCIOSCOMMESSE - "Ancora una volta pensi che basta e invece c'è sempre una nuova puntata. Chiaro che la Lega Dilettanti per le dichiarazioni di Belloli, che devono essere verificate, e la Lega Pro avevano già tutta una serie di problemi. E mettono queste due leghe in una situazione di grande imbarazzo e l'opinione pubblica non può non tenerne conto". Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, sulla serie di arresti odierni legati al Calcioscommesse su partite di Lega Pro e Lega Nazionale Dilettanti.

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