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Serie A, disastro Inter: in casa Genoa l'ennesimo ko
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Serie A, disastro Inter: in casa Genoa l'ennesimo ko

Nella 35esima giornata terza sconfitta di fila per gli uomini di Pioli (2 punti in 7 gare). Lazio a valanga sulla Samp e già in Europa, il Palermo fa 1-1 in casa Chievo ma scende in B. Vincono Empoli e Crotone, pari tra Sassuolo e Fiorentinatwitta

domenica 7 maggio 2017

TORINO - Dopo il 3-1 rifilato dal Napoli al Cagliari e l'1-1 nel derby dello Stadium tra Juventus e Torino ieri e quello del 'lunch match' tra Udinese e Atalantagol ed emozioni non sono mancati nemmeno nelle altre gare di oggi, in attesa di Milan-Roma in programma stasera. Straordinaria la Lazio, che all'Olimpico travolge la Sampdoria con un perentorio 7-3 e festeggia l'aritmetica qualificazione in Europa League indipendentemente da come finirà la finale di Coppa Italia contro la Juventus. Terza sconfitta di fila invece per l'Inter di Stefano Pioli (2 punti nelle ultime 7 partite), che cade sul campo del Genoa punita dall'ex nerazzurro Pandev. Pari tra Sassuolo e Fiorentina e del Chievo col Palermo che da oggi è retrocesso in B, mentre l'Empoli quart'ultimo batte 3-1 il Chievo in casa e resta a +4 sul Crotone corsaro a Pescara.

SERIE A, LA CLASSIFICA

LAZIO-SAMPDORIA 7-3 - Simone Inzaghi – che deve fare a meno del lungodegente portiere Marchetti (ancora titolare Strakosha) e dello squalificato Parolo - conferma il 3-5-2 utilizzato nel derby con Lulic mezzala e Lukaku esterno mentre davanti in coppia con Keita torna titolare Immobile. Solito 4-3-1-2 per Giampaolo, orfano degli infortunati Muriel e Sala. Passano appena due minuti e la Lazio trova già il vantaggio con l’uomo del momento, Keita: imbucata di Milinkovic-Savic per il senegalese che con un potente destro piega le mani a Puggioni siglando il suo sesto gol in tre partite. La Samp però non si abbatte e al 16’ va vicinissima al pareggio, ma Strakosha chiude la porta prima a Djuricic ottimamente servito da Schick e poi sul successivo tentativo di Linetty. E un minuto dopo la ripartenza laziale fa male ai liguri: Skriniar stende Keita lanciato a rete, causando il calcio di rigore e prendendosi il rosso. Sul dischetto va Immobile che spiazza il portiere e fa 2-0 (21esima rete in campionato), con Giampaolo costretto a richiamare in panchina Schick (piuttosto contrariato per il cambio) per inserire Regini. Nonostante l’inferiorità numerica la Sampdoria non molla e alla mezz’ora riapre la partita: traversone basso di Quagliarella. La Lazio allora capisce che non è il caso di rilassarsi troppo e torna a spingere, ma dopo una bella azione corale il colpo di testa di Lulic da ottima posizione è fuori misura. Il tris arriva però al 36’: su un corner sale Hoedt che impatta come può e supera ancora Puggioni. Una mazzata per i liguri, che vanno in bambola e un minuto dopo incassano ancora: fallo di Regini su Lulic e calcio di rigore trasformato questa volta da Felipe Anderson con un potente destro centrale. I blucerchiati sembrano un pugile alle corde e prima del riposo c’è gloria anche per De Vrij, che fa 5-1 con un destro piazzato dal limite dell’area. La gara ormai non ha più storia e al 64' arriva anche il sesto gol con Lulic (cross del nuovo entrato Patric) e poi il settimo cinque minutidopo con Immobile (servizio al bacio di Keita), mentre  per i liguri entra nel tabellino dei marcatori Quagliarella che fa doppietta (72' e poi rigore all'89' dopo un fallo di Wallace su Torreira). Finisce 7-3 e con l'Olimpico in festa.

LAZIO-SAMPDORIA 7-3: MIHAJLOVIC E MANCINI All'OLIMPICO (FOTO)

GENOA-INTER 1-0 – Juric, senza gli squalificati Izzo, Laxalt e Pinilla (oltre al portiere Perin da tempo ai box), manda in campo i suoi con un 3-4-2-1 che vede Palladino e Rigoni agire alle spalle del centravanti Simeone. Sull’altro fronte Pioli - costretto invece a lasciare in infermeria Medel, Ansaldi e Miranda – si affida invece a un 4-2-3-1 in cui c’è Eder sulla linea dei trequartisti dietro al bomber Icardi e nel cuore della difesa Andreolli è titolare. In avvio i liguri chiedono invano un rigore (che sembrava netto) dopo un contatto tra Medel e Simeone nel cuore dell’area. Una giornata sfortunata per il ‘Cholito’, costretto presto da un infortunio a lasciare il campo a Pandev (19’). E il macedone impegna subito Handanovic al 22’, mentre l’Inter replica alla mezz’ora con Eder che chiama alla deviazione in angolo Lamanna che si ripete poi sul destro di Candreva in seguito al corner. Si va al riposo sullo 0-0 e nella ripresa è ancora Pandev a provarci per il Genoa con una acrobazia senza esito. Tre minuti dopo la replica interista con Perisic, che impegna Lamanna prima del successivo tentativo fallito da Icardi. L'equilibrio si spezza al 70', quando Pandev ribadisce in rete il pallone scagliato da Veloso e respinto dalla traversa. Pioli allora cambia tutto l’attacco e al 74’ getta nella mischia Palacio per Icardi e Gabigol per Eder ma è ancora Pandev a sfiorare il raddoppio (78') sugli sviluppi di un corner. La grande chance per il pari all'87', quando l'arbitro assegna un rigore all'Inter per un fallo di mani di Burdisso su tiro di Perisic: sul dischetto si presenta Candreva che si fa però respingere il tiro da Lamanna. E nel finale arriva anche l'espulsione di Kondogbia per proteste: salterà la prossima sfida contro il Sassuolo come Eder, che era diffidato ed è stato ammonito.

GENOA-INTER 1-0: IL FILM DELLA PARTITA

SASSUOLO-FIORENTINA 2-2 - Lunga la lista degli assenti per Di Francesco, che deve fare a meno degli infortunati Mazzitelli, Gazzola, Missiroli, Pegolo e Pellegrini mentre Paulo Sousa deve rinunciare solo allo squalificato Astori. Parte forte il Sassuolo, che ci prova già al 4’ con Duncan: il suo tiro è respinto sul palo da Tatarusanu e poi Ragusa fallisce clamorosamente il tap-in. Al quarto d’ora la Fiorentina perde Badelj e Paulo Sousa lo sostituisce con Bernardeschi e i viola si fanno finalmente vedere al 31’, quando è però provvidenziale Cannavaro ad immolarsi sul tiro a colpo sicuro di Kalinic. Il croato ha la chance del riscatto un minuto dopo dal dischetto, sul rigore fischiato per un contatto tra Adjapong (ammonito) e Bernardeschi, ma Consigli gli dice di no sull’esecuzione e sulla successiva ribattuta. Al 37’ però la Fiorentina passa: pennellata di Borja Valero per Chiesa che la ferma col petto e poi non lascia poi scampo al portiere di casa. Il figlio d’arte va vicinissimo al raddoppio prima del riposo, ma sul suo sinistro la palla sibila a lato del palo. In apertura di ripresa subito pericoloso il Sassuolo, ma Tatarusanu è fenomenale a salvarsi d'istinto su Sensi (52'). Nella ripresa il Sassuolo atatcca a caccia del pari e sembra andare in cerca di un rigore 'compensatorio' dopo averne chiesti invano un paio già nella prima parte di gara e la squadra di Di Francesco viene accontentata al 71' su un contatto tra Gonzalo Rodriguez (espulso per doppia ammonizione) e Bernardeschi: sul dischetto va Politano che spiazza Tatarusanu e fa 1-1. Gli emiliani però non si accontentano, continuano a premere il piede sull'acceleratore e a cinque minuti dal termine mette a segno il sorpasso con un colpo di testa di Iemmello. Ma al 90' Bernardeschi tira fuori dal cilindro un sinistr dei suoi e fissa il risultato sul 2-2.

CHIEVO-PALERMO 1-1 - Maran – orfano degli infortunati Gobbi, Meggiorini e Rigoni oltre che degli squalificati Depaoli e Gobbi – schiera i veronesi con un 4-4-1-1 in cui Birsa giostra dietro al più avanzato Pellissier. Con Nestorovski e Silva fuori uso Bortoluzzi sceglie invece il 4-3-3 con Diamanti ‘falso’ nueve affiancato da Sallai e Aleesami. La prima chance è per i padroni di casa (8’), ma il portiere dei siciliani Fulignati è bravo ad opporsi sul tiro di Pellissier sevito da Birsa. Il Palermo gioca però con la tranquillità di chi ormai ha poco da perdere e si fa vedere al quarto d’ora con Sallai, che chiama alla parata Sorrentino. Lo stesso Sallai va invece a segno al 32’ su lancio di Diamanti, ma l’arbitro annulla per una spinta su Cesar. Prima dell’intervallo esce Izco ed entra Inglese per il Chievo, mentre in apertura di ripresa (52’) è il Palermo costretto a cambiare l’infortunato Gazzi con Bruno Henrique. E' proprio Inglese a servire al 55' una palla d'oro a Pellissier, che si vede però negare la rete da Cionek, abile a respingere con un piede. Nulla può invece l'estremo difensore ospite Fulignati sul rigore trasformato da Pellissier e assegnato per un fallo di Bruno Henrique su Inglese. La rete incassata scatena però la reazione del Palermo che ci prova invano due volte con Diamanti e poi con Goldaniga, che all'85' però non fallisce e di testa fa 1-1 su una punizione calciata proprio dal fantasista. Stesso schema al 95' ma il 2-1 del difensore è annullato per fuorigioco: il Palermo retrocede in Serie B.

EMPOLI-BOLOGNA 3-1 - Buchel, Marilungo e Mchedlidze gli indisponibili nell’Empoli, Di Francesco, Helander, Nagy, Valencia e Brignani quelli del Bologna. Martusciello non abbandona il 4-3-1-2 con El Kaddouri trequartista chiamato a inventare per Thiam e Pucciarelli, mentre Donadoni insiste sul suo 4-3-3 con Verdi e Krejci ai lati di Destro nel tridente. Al 5’ i toscani si portano già avanti con Croce, che sugli sviluppi di un calcio da fermo si avventa sulla palla vagante in area e la scaraventa in rete.  La gioia dei padroni di casa dura però poco, perché al 10’ il Bologna ristabilisce la paritù con Verdi che raccoglie un lancio di Taider, rientra sul sinistro eludendo l’intervento di due avversari e poi la piazza sul palo più lontano. Alla mezz’ora decisivo Mirante, prima su El Kaddouri e poi su Bellusci. Ma al 38’ il portiere emiliano nulla può sul sinistro di Pasqual che spedisce il pallone sotto l’incrocio e riporta avanti l’Empoli. E dopo il riposo, in apertura di ripresa, arriva anche il tris con Costa che risolve una mischia nell’area ospite siglando il 3-1.

PESCARA-CROTONE 0-1 – Senza lo squalificato Muntari e gli infortunati Gilardino, Pepe, Stendardo e Vitturini, il tecnico di casa Zeman conferma il 4-3-3 suo ‘marchio di fabbrica’ con Brugman in regia tra Verre e Memushaj dietro al tridente Benali-Bahebeck-Caprari. Dall’altra parte Nicola - che deve fare a meno del bomber Falcinelli (squalificato come Crisetig) e dell’indisponibile Stoian – opta per un 4-4-2 in cui c’è Simy in attacco con Trotta. E’ quest’ultimo a provarci già al 10’ quando, servito da Simy al limite dell'area di rigore, conclude però centralmente verso la porta difesa da Fiorillo. Ma è solo un fuoco di paglia, perché i calabresi non impensieriscono più i padroni di casa che ci provano invece due volte con Bahebeck, che prima sfiora il palo su assist di Verre (36’) e poi si vede negare la rete da un salvataggio di Ferrari sulla linea con Cordaz ormai battuto. Le residue speranze di salvezza crotonesi passano da questo match e così Nicola durante l'intervallo carica i suoi, che nella ripresa trovano la via del gol al 71' con una perla di Tonev, abile a rientrare sul destro eludendo l'intervento di un paio di avversari prima di spedire la palla sotto il sette. E al 75' il Pescara resta anche in dieci: Benali chiede invano un rigore e protesta, beccandosiprima il giallo e poi il rosso.

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