© Marco CanonieroTORINO - Stritolata com'è tra le due partite con il Real Madrid, anche la trasferta di Benevento può trasformarsi in un match carico di insidie per la Juventus. Lo 0-3 patito in casa compromette quasi definitivamente le possibilità di qualificazione alle semifinali di Champions League, motivo per cui a maggior ragione i tre punti contro i campani rappresentano un bottino da conquistare ad ogni costo pur di tenere invariato il vantaggio sul Napoli. "Gli obiettivi non cambiano, dobbiamo assimilare la sconfitta": messaggio tra i messaggi lanciato da Max Allegri nella conferenza stampa di presentazione.Tanti altri sono arrivati forte e chiari, soprattutto in termini di eventuale rivoluzione futura ad ogni livello della Juve. "Al futuro non ci penso, c'è il presente da affrontare", chiosa il tecnico bianconero. E badando al presente, ecco che contro il Benevento la sua Juve cambierà radicalmente rispetto al match di Champions. Dentro Szczesny in porta, in difesa doppio ballottaggio sulle fasce con Lichtsteiner e Asamoah favoriti su De Sciglio e Alex Sandro, mentre la coppia di centrali sarà composta da Benatia e Rugani. Cambia tutto anche a centrocampo, possibile il ritorno alla mediana a tre con Pjanic in cabina di regia e due tra Matuidi, Marchisio e Sturaro sugli interni. Infine ampio turnover in attacco: fuori Higuain e Douglas Costa, dentro Cuadrado e Mandzukic insieme a Dybala che dovrà saltare per squalifica il ritorno col Real del Santiago Bernabeu.
Questo è il presente.Ma il futuro? Così Max Allegri ha analizzato la situazione, riprendendo con orgoglio quanto già fatto in questi anni: "In un nuovo ciclo la mia posizione sarebbe sempre e solo quella dell'allenatore, ovviamente. Dopo Berlino abbiamo cambiato nove titolari, ci sono dieci giocatori che vanno dal '90 al '97. Abbiamo sempre inserito giocatori giovani. L'anno prossimo la Juventus non dovrà rinnovare, dovrà fare un mercato come sempre in maniera straordinaria. Abbiamo sempre cambiato, miscelando giovani e giocatori di esperienza. Il futuro è una cosa a cui non penso, perché penso al presente. Dopo Cardiff ho pensato se avessi ancora stimoli e poi ho deciso di restare". "Ora come ora - chiarisce - non penso al futuro perché il futuro è fatto di Champions perché siamo leoni feriti ma non morti, campionato e Coppa Italia"