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Serie A Chievo, Maran: «Juventus? E' partita col piede giusto»
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Serie A Chievo, Maran: «Juventus? E' partita col piede giusto»

Il tecnico: «I bianconeri hanno mandato un bel segnale partendo con il piede giusto e facendo dimenticare quanto accaduto un anno fa»twitta

lunedì 5 settembre 2016

VERONA - "Serie A? E' un campionato sempre molto difficile e che sta diventando anche più bello perché non ci sono gare bloccate. La Juve ha mandato un bel segnale perché è partita con il piede giusto facendo dimenticare quanto accaduto un anno fa". Così il tecnico del Chievo, Rolando Maran, commenta il campionato italiano ai microfoni dell'emittente umbra Radio Onda Libera. Spazio anche all'Inter, che Maran ha già affrontato, conoscendo da vicino Frank de Boer: "Non lo conosco bene, non so dire che percorso potrà fare posto che l'Inter ha mezzi e valori. Per dare un'identità ci vuole comunque del tempo ed è innegabile che fin qui ne abbia avuto poco".

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IL CAMPIONATO E IL CHIEVO - "Di semplice non c'è niente nel nostro campionato e si è visto proprio lo scorso anno alla partenza. La Juve è fortissima, ma anche le altre secondo me si sono rinforzate. Anti Juve? Tutte le squadre possono mettere in difficoltà tutti. C'è stato un potenziamento generale, anche da parte di Napoli e Roma che l'anno scorso contrastarono la Juve più delle altre. Tra i giovani sono incuriosito dal nostro Roberto Inglese che può trovare quest'anno la certificazione di essere un attaccante completo per Serie A. Il Chievo? Si passa sempre attraverso il lavoro e il nostro scudetto rimane la salvezza".

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LA NAZIONALE - Questo il pensiero di Maran sulla Nazionale: "Credo che l'Italia possa mettere in campo tutte le motivazioni migliori con lo spirito necessario per partire bene nel cammino delle qualificazioni ai prossimi Mondiali. Bisogna avere fiducia. La base collaudata è sicuramente un aspetto importante con l'entusiasmo che si collega al lavoro di un nuovo commissario tecnico. Ventura?  Ciascuno porta il proprio credo, il suo metodo di lavoro. E' difficile poter inquadrare ciò che un tecnico può dare se non il massimo dell'impegno e la consapevolezza che l'Italia è pronta a giocare per il ruolo che ha tradizionalmente".

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