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Leonardo: «Inter, credici: è l'ora di dare un segnale»
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Leonardo: «Inter, credici: è l'ora di dare un segnale»

L'ex allenatore nerazzurro: «Juve favorita, ma i nerazzurri possono fare un passo avanti e riconquistare autostima»twitta

sabato 17 settembre 2016

TORINO - Leonardo, dopo la parentesi della scorsa stagione, quest'anno ha deciso di tornare stabilmente a Sky come opinionista. Per lei è come lavorare a casa, in famiglia. «Già, anche perché il capo, in una trasmissione, è mia moglie (Anna Billò, con cui è sposato dal 2013, n.d.r.). Era da tempo che non lavoravo fisso in televisione, dal 2006 quando seguii la Champions per Sky e i Mondiali per la Bbc. Mi piace, anche se finora, forse, la tv non l'avevo presa così sul serio. Adesso no, seguirò con attenzione la coppa e soprattutto tornerò a commentare la serie A dopo tanti anni».

A proposito di Europa League. Giovedì le nostre squadre hanno iniziato il loro percorso e, tolto il Sassuolo, non è stata una gran partenza. Cambierà qualcosa nelle prossime giornate?
«Lo spero. L'importante è che non ci sia un turnover esasperato. Va bene risparmiare energie, lo capisco, ma Inter, Roma e Fiorentina hanno una rosa tale da poter gestire le due competizioni in maniera migliore. Il Sassuolo merita solo grandi applausi, così come Di Francesco».

Fra l'altro, l'Europa League è una competizione cresciuta nelle ultime stagioni, le “squadre materasso” sono sempre meno.
«Sì, assolutamente e lo dimostrano molti risultati di giovedì, in primis la vittoria dell'Hapoel a Milano. E' un torneo che mi piace moltissimo perché si possono scoprire dei nuovi talenti; personalmente, serve anche come aggiornamento professionale. Come detto, spero che le squadre italiane crescano lungo la competizione con i loro risultati. Penso alla Roma e a Totti, potrebbe essere la sua vetrina per chiudere la carriera da grande campione qual è. Ovviamente non sarà facile per i giallorossi così come per Fiorentina e Inter perché ci sarà grande concorrenza. Al di là delle squadre che retrocederanno dalla Champions, penso al Manchester United di Mourinho, Pogba e Ibrahimovic, ma anche al Nizza di Balotelli. Entrambe, per altro, hanno esordito con una sconfitta».

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A proposito di Inter. Domenica ci sarà la grande sfida in campionato con la Juventus. Che partita si aspetta?
«Sarà un esame per l'Inter, soprattutto dopo la sconfitta in Europa League. Gioca in casa, è un'opportunità per dare un segnale a se stessa e al campionato. La Juve deve dimostrare che è favorita, ma è già prima a punteggio pieno e non ha nulla da perdere. La vittoria per l'Inter, invece, sarebbe un enorme passo avanti in tutti i sensi, dalla classifica, all'autostima e al messaggio di sé che manderebbe alle avversarie».

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Certo se l'Inter fosse quella di giovedì, sarebbe dura ambire alla zona Champions...
«Quanto accaduto con l'Hapoel servirà d'insegnamento per le prossime gare. Vincere aiuta a vincere, sempre. Andare avanti in Europa League servirà sia ai giocatori sia alla società: ai primi per accrescere la loro esperienza a livello internazionale; al club perché passare i turni e arrivare alle fasi finali dà un ritorno di prestigio non indifferente anche se non si tratta di Champions League. La Juventus, per esempio, nel 2013-14 arrivò in semifinale di Europa League e l'anno dopo sfiorò la vittoria in Champions. E questa coppa nelle ultime stagioni l'hanno vinta anche Chelsea e Atletico Madrid».


L'Inter, nonostante questo brutto inizio, sembra avere un grande potenziale: può diventare alla lunga l'antagonista della Juventus?
«I bianconeri hanno indubbiamente in testa la Champions. Questo non significa che trascureranno il campionato, anzi, ma l'Inter, che ha sì l'Europa League, ha tanta voglia di tornare in Champions e questa voglia farà sì che in campionato dica la sua. La Juventus, comunque, rimane nettamente la favorita in serie A, perché ormai ha raggiunto un livello top europeo a differenze delle alle altre squadre».

Leggi l'intervista completa nell'edizione odierna di Tuttosport

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