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Inter, Suning si impone anche nel derby del rifinanziamento
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Inter, Suning si impone anche nel derby del rifinanziamento

I nerazzurri stanno per chiudere con Goldman Sachs: merito della solidità garantita da Zhangtwitta

mercoledì 6 dicembre 2017

MILANO - Dopo aver conquistato il primato in classifica, che dovrà essere difeso sabato sera a Torino nello scontro scudetto con la Juventus, l’Inter è vicinissima a ottenere un risultato importante fuori dal campo. Secondo quanto rivela il Sole 24 Ore, il club nerazzurro starebbe per chiudere la rinegoziazione del proprio debito con Goldman Sachs. Si tratta di un’eredità della gestione Thohir che nel 2015 aveva contratto un finanziamento da 230 milioni di euro con la banca d’affari americana.

FASE DIVERSA - Era una fase completamente diversa della vita del club nerazzurro. Le garanzie offerte dal tycoon indonesiano erano inferiori rispetto a quelle assicurate adesso da Suning, colosso da 50 miliardi di ricavi all'anno. Quel credito da 230 milioni (sostanzialmente al 5.5% di interesse, visto il rating bassissimo dell’Euribor) rappresentava una boccata d’ossigeno significativa per le casse dell’Inter che creò una new company appositamente per raccogliere tutti gli attivi commerciali in modo da portare in dote a Goldman Sachs un veicolo societario economicamente redditizio. Senza dimenticare che in quei mesi la Uefa era intervenuta per sanzionare l’Inter con il “settlement agreement”.

UN NUOVO BOND - Ora lo scenario è cambiato. Suning – al netto dei vincoli rappresentati da fairplay finanziario e politiche statalim di Pechino – è un gruppo con maggiori potenzialità rispetto a Thohir. Questo ha facilitato il rifinanziamento, anticipato dal quotidiano di Confindustria. L’operazione – compresa tra 200 e 300 milioni di euro – dovrebbe consistere nell’emissioni di un bond con l’assistenza di Goldman Sachs. L’effetto principale è quello di spostare più in là il momento del rimborso finale che in questo momento era fissato al 1° luglio 2019 con un’ultima rata di 184 milioni. Una buona notizia per l’Inter che così può ridurre in maniera consistente la pressione finanziaria rappresentato dalla necessità di restituire una somma così elevata tra meno di due anni. Ora questa scadenza si allontana: l’accordo definitivo con Goldman Sachs chiarirà di quanto (possibile che si vada al 2021 o 2022).

DERBY FINANZIARIO - Il club nerazzurro così potrebbe arrivare all’appuntamento con il rifinanziamento del debito prima del Milan che lo sta inseguendo per dare maggiori sicurezze in vista della decisione Uefa sul “voluntary agreement” e, in caso di parere negativo dell’Uefa su questa richiesta, nella lunga marcia di avvicinamento alla successiva procedura di “settlement agreement”. Dopo aver incassato le perplessità di Goldman Sachs e Merrill Lynch, il club rossonero sta trattando con il fondo americano Highbridge per spingere più in là, grazie all'arrivo di un altro partner finanziario, la restituzione di 303 milioni a Elliott a ottobre 2018. Ormai i tempi dovrebbero essere maturi per una risposta perché il mandato concesso all’advisor britannico BGB Weston consisteva in quattro settimane per la due diligence e altre quattro per la stesura dei punti del contratto.

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