La Juventus ricorda su Twitter il mito Omar Sivori
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La Juventus ricorda su Twitter il mito Omar Sivori

A 11 anni dalla scomparsa, i bianconeri celebrano il fuoriclasse italo-argentino che, con Charles e Boniperti, compose il trio magicotwitta

mercoledì 17 febbraio 2016

TORINO - «Sívori è più di un fuoriclasse. Per chi ama il calcio è un vizio». Parole e musica di Gianni Agnelli, uno che per il funambolo argentino aveva una sorta di devozione. L'Avvocato per portarlo a Torino versò nelle casse del River Plate dieci milioni di pesetas, stabilendo un record dell'epoca, soldi che il club di Buenos Aires utilizzò per rinnovare lo stadio. Esordì in maglia bianconera nel 1957, andando ad affiancare in attacco l'altro neoacquisto, il centravanti gallese John Charles, e il capitano della squadra, Giampiero Boniperti: un reparto offensivo tra i più prolifici della storia del campionato italiano, che fece la fortuna della Juventus a cavallo degli anni 1950 e 1960. Sfidava i virulenti difensori a stinchi nudi irridendoli con dribbling, piroette e con un giochino tutto nuovo, il tunnel, che spesso gli costava vendette che si abbattevano sulle sue caviglie. 

La Juventus ricorda su Twitter il mito Omar Sivori

LE VITTORIE - Giocò con la maglia bianconera 259 partite segnando 174 gol, guidando la Juventus alla vittoria di 3 Scudetti (1957-1958, 1959-1960, 1960-1961), 2 Coppe Italia ( 1958-1959, 1959-1960) ed 1 Coppa delle Alpi. Fu il primo giocatore della Juventus e Italiano a vincere il Pallone d'Oro, nel 1961. Arrivò alla Juve come un anarchico, ma ci mise pochissimo a capire dove si trovava: «Qui bisogna lottare sempre e quando sembra che tut­to sia perduto, crederci ancora, la Juve non si arren­de mai»Chi lo ha visto giocare lo ricorda come il più forte giocatore che abbia mai indossato la maglia bianconera.

La Juventus ricorda su Twitter il mito Omar Sivori

LA JUVENTUS - La Juventus, nell'anniversario della sua scomparsa l'ha voluto ricordare con un tweet e un video: «Undici anni fa ci lasciava Omar Sivori. Lo ricordiamo così, in tutta la sua classe infinita».

 

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