Serie A seconde squadre, Marotta: «Adesso si può»

Diciotto club su 20 hanno dato il proprio consenso, si sono astenute Lazio e Verona. Adesso la proposta passerà al vaglio di Lega e Figctwitta

giovedì 5 maggio 2016

ROMA - Passo avanti verso l'ok alle seconde squadre, chieste a gran voce da diversi club, Juventus in testa. Nel 2017/18 potrebbero finalmente essere ammesse, come da tempo avviene in Spagna, Germania, Inghilterra e Francia, e partecipare ai campionati della Lega Pro. A giustificare l'ottimismo dei fautori della novità - come ha spiegato il dg Juve Marotta raccontando la sua soddisfazione - è l'esito della riunione informale delle 20 società di serie A: 18 club hanno dato il loro consenso (si sono astenute Lazio e Verona), la proposta passerà ora al vaglio delle istituzioni calcistiche, Lega e Figc: i passaggi fondamentali saranno la discussione sulla delibera in assemblea di Lega, poi eventualmente il consiglio federale. Nell'incontro dei club di serie A è stato ricordato l'orientamento favorevole all'istituzione delle seconde squadre del nuovo presidente della Lega Pro, Gabriele Gravina. Più vicino anche un nuovo format per il campionato Primavera - altro punto toccato, oggi, nella riunione dei rappresentanti delle società di A - i tre gironi andranno in soffitta, la richiesta sarebbe quella di un torneo unico che faccia incontrare ogni anno le squadre dei club più importanti, con la partecipazione al torneo stabilita sulla base di un ranking.

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MAROTTA - «E' un fatto molto significativo che quasi all'unanimità le componenti tecniche delle società di A abbiamo riconosciuto il valore delle seconde squadre come strumento di crescita e di formazione dei giocatori. Con le seconde squadre il calcio italiano si metterebbe alla pari con altre nazioni europee di primo piano. In queste formazioni troverebbero la loro collocazione più giusta quei giovani che non possono più giocare nel campionato Primavera: così potrebbero continuare ad allenarsi con la prima squadra e allo stesso tempo partecipare ad un campionato di Lega Pro. Un'osmosi a tutto vantaggio degli atleti e degli stessi club».

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