Juventus, un club sano e sostenibile
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Juventus, un club sano e sostenibile

Conti in ordine e nuove entrate tra incassi da stadio e marketing: così la Juve è cmapione anche nel fatturato

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venerdì 25 agosto 2017

di Marina Salvetti

TORINO - La prossima settimana, con l’approvazione della semestrale Exor, che controlla la Juventus, si avranno numeri più precisi ma le previsioni per il bilancio bianconero chiuso il 30 giugno sono più che rosee: buon esempio di un calcio sano e sostenibile. Il club guidato da Andrea Agnelli si appresta infatti a sfondare il muro dei 500, intesi come milioni di fatturato. Un salto doppio in avanti visto che i conti chiusi nel giugno 2016 attestavano ricavi per 387 milioni di fatturato e 4 milioni di utili; adesso gli analisti di Banca Imi stimano una stagione 2016-2017 con ricavi che raggiungeranno i 550 milioni, un margine operativo lordo per 140 milioni e un utile netto sopra i 20 milioni. Un vero e proprio botto: la Juventus sarebbe il primo club italiano a superare il mezzo miliardo e, soprattutto, continuerebbe il cammino di avvicinamento ai top club europei, con il Manchester United tornato a essere la società più ricca al mondo con 689 milioni di fatturato.

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I PUNTI DI FORZA Plusvalenze, tante, i soldi della Champions, altrettanto, ma non solo. Anche il marketing e gli incassi dello Stadium hanno contribuito, sebbene in misura più piccola, a un risultato così strepitoso. Peccato che Beppe Marotta non venda ogni anno Pogba perché i 96,4 milioni di plusvalenza, uniti a quella della recompra di Morata, rappresentano già un terzo del fatturato. L’arrivo alla finale di Cardiff, nonostante la sconfitta, ha permesso eccellenti introiti Uefa fra premi e diritti tv. Ma nella passata stagione si è registrato anche il nuovo record d’incasso dello Stadium (ora Allianz) con i 4 milioni al botteghino versati dai 41 mila spettatori di Juventus-Barcellona. Complessivamente i ricavi da gare dovrebbero attestarsi attorno a 65,7 milioni, contro i 43,66 milioni dello scorso anno e i 51,36 milioni del 2014-2015. In crescita anche il marketing con un aumento nel settore sponsorizzazioni e un ottimo risultato del primo anno di gestione diretta del merchandising: con il passaggio dalla Nike all’Adidas la Juventus ha infatti deciso di occuparsi in prima persona di questo business e i numeri le danno ragione perché ha portato nelle casse bianconere qualcosa come 18 milioni.

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