Dybala, per Zamparini è una questione di soldi: «Ma saprà reagire»
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Dybala, per Zamparini è una questione di soldi: «Ma saprà reagire»

Il presidente che lo ha avuto al Palermo rassicura la Juventus sul momento poco brillante della 'Joya': «Passare da 400mila euro di stipendio a 10 milioni non è uno scherzo alla sua età. Deve solo ritrovare entusiasmo»twitta

martedì 12 dicembre 2017

TORINO - Dopo un avvio stratosferico Paulo Dybala arranca, rimasto prima in ombra nelle ultime uscite dell'Argentina e poi anche nella Juventus, con Massimiliano Allegri ha inizialmente tenuto in panchina nella recente sfida scudetto contro l'Inter all'Allianz Stadium e terminata 0-0. E se Pavel Nedved ha cercato di spronarlo invitando a fare sacrifici in campo e fuori, un pensiero per la 'Joya' arriva anche da Maurizio Zamparini, suo ex presidente nel Palermo che si dice convinto di un pronto ritorno del 24enne fantasista di Rosario ai grandi livelli su cui si è espresso negli ultimi mesi. «Il suo è un passaggio che affrontano tutti nella vita, soprattutto chi passa dai 400 mila ai 10 milioni di euro di ingaggio l'anno: non è una cosa da ridere - ha spiegato Zamparini -. Non sa ancora che la felicità non è nei soldi e probabilmente questo provoca qualche scompenso, ma è un ragazzo intelligente e ne verrà fuori». Il numero uno del club rosanero non ha «nessun consiglio da dare a Marotta e Allegri che stanno facendo bene, bisogna solo aspettare Dybala e fargli ritrovare l'entusiasmo, sarebbe un peccato mortale se lo perdesse. Ho avuto giocatori, tipo Ilicic, di grande livello ma solo se giocano con entusiasmo, senza non fanno nulla».

IL PALERMO - Poi si parla della delicata situazione del Palermo«Con Frank Cascio l'accordo magari sarebbe già arrivato se non fosse accaduto quello che tutti sanno ('istanza di fallimento presentata dalla Procura, ndr). Quello che è successo ha bloccato non solo i nuovi investitori, ma mi ha recato anche un danno internazionale, perché le istituzioni che non mi conoscono e prendono dai giornali non conoscono tutti i dettagli e ho trovato le porte chiuse in tutte le istituzioni finanziarie. Con Frank ho un rapporto quasi giornaliero, il Palermo non ha nessuna necessità che il nuovo proprietario arrivi entro domani, ma l'importante è che abbia progetti futuri importanti. Gli ho promesso che rimango come consigliere, perché nella vita conta l'esperienza e penso di averne tanta, potrei servire per lo sviluppo di stadio e del Palermo stesso che deve tornare in Europa. Per quanto mi rigiarda sono sereno perché, quando mi guardo allo specchio, vedo un uomo serio. Non voglio parlare del fallimento, ognuno può pensare quello che vuole, ma io non ho mai rubato un euro.Se deve fallire il Palermo... Penso al Milan, che deve coprire un debito di 300 milioni. E, allora, mi chiedo: come mai non fallisce? Io sono sereno, perché so cos'è la giustizia italiana e ho fiducia. Noi non abbiamo fatto nulla di male - ha concluso Zamparini e siamo sicuri anche dai documenti, ormai il Tribunale ha tutti i documenti e non è giusto che parli io di questa cosa».

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