Juventus, Chiellini: «Non siamo ciechi, dobbiamo giocare meglio»
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Juventus, Chiellini: «Non siamo ciechi, dobbiamo giocare meglio»

Il difensore fa autocritica dopo la rimonta di Wembley contro il Tottenham: «Ma siamo tosti da battere». La vittoria è dedicata ad Astori: «La Nazionale deve ripartire dal suo sorriso»twitta

mercoledì 7 marzo 2018

LONDRA - «È stata una partita difficile ma è stata quella che pensavamo di fare. Nonostante un primo tempo dove abbiamo avuto grandi difficoltà, era quasi inevitabile che potessero concedere nelle ripresa. E siamo stati bravi nelle occasioni avute, siamo stati fortunati anche se la fortuna te la devi cercare. Siamo stati squadra dall’inizio alla fine e la qualificazione è meritata. Il Tottenham è una grande squadra, poteva anche vincere ma a loro gli manca quella scintilla che ti serve per vincere queste sfide. Noi abbiamo sfruttato la nostra esperienza». L’analisi di Giorgio Chiellini arriva dopo la rimonta di Wembley. «Due tiri in porta e due gol? La Champions è così, nella gara d’andata il PSG era in controllo sul Real, poi ha vinto la storia. Non è un caso se Ronaldo segna sempre e se il Real vince sempre queste sfide – ha detto il difensore a Premium Sport -. Noi abbiamo sfruttato le nostre qualità, sei anni fa non avevamo questa esperienza, poi il primo anno di Allegri abbiamo avuto anche fortuna e siamo arrivati in finale. E l’autostima è cresciuta anno dopo anno e questa vittoria è la vittoria della società e della squadra. Sicuramente dobbiamo giocare meglio per la squadra che siamo, non siamo ciechi e sappiamo che non ci basta solo il risultato. Però questo gruppo ha tanto e quando non ci arriva col gioco ci arriva in altri modi. Vogliamo continuare il nostro sogno e siamo tosti da battere per tutti».

DEDICA AD ASTO«Ora guardo più il calendario della Serie A o quello della Champions? Li so tutti e due a memoria, anticipi e posticipi. Ora abbiamo tre gare importanti, fino a mezzanotte ci godremo questa vittoria che dedichiamo ovviamente ad Astori. Mi auguro di portare avanti quello che Davide è stato per noi, quel sorriso che ha portato nel gruppo. Spero che la nuova nazionale si porti dentro quello che Davide ha lasciato, se c’è una speranza di rinascita deve partire da queste cose positive».

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