Buffon, la vendetta è servita: para il panico e infonde la rabbia
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Buffon, la vendetta è servita: para il panico e infonde la rabbia

Il capitano verso una carriera dirigenziale in bianconero a fianco di Nedvedtwitta

giovedì 8 marzo 2018

di Guido Vaciago

TORINO - Gianluigi Buffon giocherà ancora in Champions League. E’ giusto così. Non poteva essere un mezzo errore nella gara d’andata a sfumare la storia del miglior portiere di tutti i tempi nella competizione che più gli è cara e che più sembra odiarlo. Giusto così perché quella di ieri notte è stata una vittoria morale prima ancora che tecnica, è stato il trionfo di un gruppo che ha qualità umane superiori, seminate e coltivate dal capitano e dai suoi fedelissimi senatori. Buffon è il padre di questa Juventus, è il suo dna quello che scorre quando la squadra si risolleva da un apparente ko tecnico e grida al mondo la sua voglia di vivere e continuare a credere nel sogno della Coppa. Non è stata notte di grandi parate, ma è stata una notte difficile, nella quale Buffon ha soprattutto parato il panico, regalando fiducia, grinta, rabbia, voglia di rialzarsi.

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IL FUTURO - A questo punto il tormentone sul suo futuro della prossima stagione si riaggiorna. Inutile parlarne adesso con tutte le ruote che stanno ancora girando tra campionato, Coppa Italia e Champions League. C’è tempo, ci sarà tempo. Anche se nel frattempo vale la pena registrare una voce, meno farlocca del solito: pare infatti che le “idee che combaciano” fra Agnelli e il presidente siano quelle di un Buffon che smette e occupa una posizione dirigenziale nella Juventus, forse anche il ruolo di presidente, con Agnelli che si fa da parte per seguire meglio la politica calcistica soprattutto a livello europeo, oppure da vicepresidente al fianco di Nedved

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