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Bruno Fernandes: «Vi spiego i ritiri con Cristiano Ronaldo»
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Bruno Fernandes: «Vi spiego i ritiri con Cristiano Ronaldo»

Compagno di CR7 nel Portogallo: «Per il mondo è una star ma nello spogliatoio è un ragazzo semplice. Però guai a dirgli: “Questo è impossibile”»

di Filippo Cornacchia mercoledì 8 agosto 2018

TORINO - Il primo maestro di serie A, Cristiano Ronaldo lo ha conosciuto durante il Mondiale in Russia: «È capitato di parlare del campionato e della possibilità di approdare in Italia, ma niente di particolare», racconta Bruno Fernandes, trequartista dello Sporting ex Sampdoria, Udinese e Novara.

Sorpreso di vedere il suo connazionale più famoso alla Juventus?

«Per niente. Cristiano è un ragazzo che ha bisogno di sfide, è un professionista vero e vuole dimostrare che a 33 anni sta bene, può fare la differenza ed è un fuoriclasse».

Al Mondiale ha conosciuto CR7 da vicino: dovesse descriverlo a un bambino?

«Averlo come compagno è una fortuna, è impressionante: si allena sempre al massimo, duramente. E anche se al livello che ha raggiunto è difficile migliorarsi, lui vede ogni giorno un aspetto dove può progredire. Se è al top da tanti anni e ha vinto 5 Palloni d’oro è anche per questa sua mentalità. Non è un caso se ha conquistato il mondo. È un vincente».

Ma è davvero il primo a scendere in campo e l’ultimo ad andarsene?

«Non l’ho controllato sempre... (risata). Però è vero, spesso arrivavo negli spogliatoi e Cristiano era già cambiato a lavorare in palestra. E quando uscivo magari lo vedevo in palestra o nella vasca gelata».

L’aspetto che l’ha impressionata maggiormente di Ronaldo?

«La freddezza con cui ha calciato la punizione al 94’ contro la Spagna. Barriera alta, uno dei migliori portieri tra i pali: solo Cristiano poteva avere la freddezza e la capacità di segnare in quel modo».

Durante gli allenamenti è riuscito a rubare a Ronaldo qualche segreto sui calci piazzati?

«No, perché ognuno ha il proprio stile di calcio. Ma abbiamo fatto tante sfide. Se Cristiano ne ha persa qualcuna non lo ricordo, ma di sicuro è successo poche volte. Le punizioni sono una sua specialità. Lavora davvero tanto sui calci piazzati».

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