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Juventus, Ronaldo: «Voglio vincere la Champions»

Il fuoriclasse portoghese si racconta a Dazn: «Mio figlio Cristiano Jr diventerà come me, ne sono sicuro»

mercoledì 22 agosto 2018

TORINO - Cristiano Ronaldo non si nasconde. Con lui la Juventus ha fatto il salto di qualità definitivo e l'obiettivo è quello di riportare a Torino un trofeo che manca dal 1996. «Voglio vincere la Champions con la Juve - spiega il 5 volte Pallone d'Oro in un'intervista a Dazn di cui è diventato global brand ambassador -. Ci focalizzeremo su quella, con i miei compagni, ma senza ossessione, passo dopo passo, e poi vedremo: se quest’anno, l’anno prossimo o quello dopo... L’obiettivo è vincere il campionato, la Coppa Italia e naturalmente fare del nostro meglio in Champions».

DESTINO JUVE - Ronaldo spiega perché ha scelto la Juventus: «Ci sono cose nella vita che sembrano decise dal destino e in questo caso è stato così. Non mi sarei mai aspettato di giocare in questo club, ma certe cose avvengono in maniera naturale. Come tutti sanno, la Juve è uno dei migliori club al mondo e per me è stata una decisione facile. Chiaramente, quello che ho fatto al Real Madrid è stato incredibile, ho vinto tutto e ho tanti amici, la mia famiglia è lì, ma la Juve ha dimostrato di volermi più di tutti. Mi hanno dato un'opportunità e sono felice: voglio provare a scrivere la storia anche con questo club». CR7 spiega l'importanza di indossare ancora il numero 7: «E' il mio numero preferito, ne ho parlato con la società e con Cuadrado che mi ha detto: "Te la cedo volentieri". E' andato tutto bene. Sono sorpreso della disponibilità del club e di Cuadrado. Sono felice di poter continuare con il numero 7».

IL RUOLO DI FERGUSON - Ronaldo racconta l'importanza di aver incontrato uno come Ferguson: «E' stato importantissimo per me all'inizio della carriera. Quando sono arrivato allo United dallo Sporting avevo ancora la mentalità portoghese: troppi doppi passi, spesso non prendevo la decisione giusta. Mi ha insegnato a migliorare tutti questi aspetti. In Premier League sono tosti. Lo considero come un padre nel calcio perché mi ha insegnato tutto e mi ha aiutato tanto al Manchester United.

LA ROVESCIATA ALLO STADIUM - Il portoghese ha riavvolto il nastro delle emozioni anche per quanto riguarda l'ovazione dello Stadium dopo la rovesciata in Juve-Real: «Spesso sono i piccoli dettagli a fare la differenza e quello che ho visto quella sera mi ha aiutato. Mi dispiace aver segnato contro la mia squadra attuale, ma quello è il passato. Credo che quella rovesciata sia stato il gol più bello della mia carriera finora. Quando la gente ha iniziato ad applaudire sono rimasto senza parole, non mi era mai successo prima».

DI PADRE IN FIGLIO - L'ambizione riguarda anche il figlio Cristiano Jr di 7 anni: «È molto competitivo. È come me da piccolo. Non gli piace perdere. Diventerà come me, ne sono sicuro al 100%. Mi piace insegnarli alcune cose, ma alla fine sceglierà lui cosa fare e avrà sempre il mio sostegno. Però, certo, mi piacerebbe che diventasse un calciatore perché penso che anche lui abbia quella passione. E' potente, veloce, ha buona tecnica, un buon tiro. Non gli metterò pressione, però naturalmente per me sarebbe un sogno vederlo un giorno diventare un calciatore. Dai miei figli imparo qualcosa di nuovo ogni giorno. Le domande che ti fanno, i sorrisi, quando si rendono conto che sei loro papà: mi diverto un mondo con loro, è una bellissima sensazione. I piccoli ora iniziano a dire le prime parole e a camminare, è un iaggio bellissimo che mi sto godendo, loro sono la motivazione per alzarmi, allenarmi duramente e avere successo in tutto quello che faccio. Sono davvero fortunato.

LE PASSIONI - Ronaldo poi ha parlato anche delle sue passioni fuori dal campo: «La moda? Per me tutto è importante: avere un buon aspetto, un buon profumo. Non è solo per le donne. Mi piace vedere gente vestita bene, donne o uomini: fa parte della nostra cultura. Ci tengo, senza ossessioni, ma qualche dettaglio fa la differenza. Nel tempo libero guardo i combattimenti di UFC, tennis e basket. Mi piace il ping pong, che è il mio secondo sport e quello in cui sono più bravo».

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