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Juventus, ecco chi e perché ha sbagliato sul rosso a CR7. E Fritz è recidivo
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Juventus, ecco chi e perché ha sbagliato sul rosso a CR7. E Fritz è recidivo

Brych non vede l'azione e si fida dell'addizionale che pensa di captare una tirata di capelli inesistente, candendo nella mania di protagonismo. Il precedente di un clamoroso non gol convalidato in Bundesliga 2

 Guido Vaciago giovedì 20 settembre 2018

TORINO - Brych e Fritz, una bella coppia. Il primo è un arbitro di fama internazionale, forse la punta di diamante del movimento tedesco, il secondo è un mediocre arbitro con una decina d'anni di Bundesliga alle spalle e internazionale dal 2012, senza aver raggiunto mai grandissimi risultati. Ieri a Valencia si sono resi protagonisti, è il caso di dirlo, di una decisione che passerà alla storia, perché Cristiano Ronaldo non era mai stato espulso in una partita di Champions League e perché loro hanno stabilito questo primato con una decisione clamorosamente sbagliata.

L'AZIONE INCRIMINATA - Cos'hanno visto? O cosa hanno creduto di aver visto? Nell'azione incriminata, la Juventus attacca dalla parte sinistra, Brych segue l’azione in diagonale controllando correttamente il suo sviluppo. All’interno dell’area di rigore del Valencia Murillo e Cristiano Ronaldo cercano di prendere la posizione migliore in attesa del pallone. I due si sbracciano, ma senza scorrettezze, il colombiano cade a terra simulando un colpo proibito da parte del portoghese. CR7 pretende dal difensore del Valencia un comportamento corretto e appoggiandogli la sua mano sui capelli lo sollecita a rialzarsi. Il massimo che può aver fatto è averlo spettinato o spalmato il gel: certamente non ha tirato i capelli, non gli ha procurato dolore, non ha tenuto una condotta violenta. Brych non ha visto, si deve fidare di Fritz che richiama la sua attenzione e quella di milioni di appassionati.



PERCHE' IL ROSSO - In quel momento Fritz vuole essere protagonista: decretare l'espulsione di CR7 è qualcosa che può renderti maledettamente famoso e lui, probabilmente, si convince che quel gesto di Ronaldo è un gesto violento o comunque antisportivo. Domanda: se non fosse Ronaldo l'autore di quel gesto, Fritz prenderebbe la stessa decisione? Nessuno, forse nemmeno Fritz, conosce la risposta, ma il dubbio che la fama del portoghese abbagli la lucidità del fischietto tedesco è fortissimo. Nel parlottare fra Brych e Fritz si coglie più volte la parola «haar» (capelli) e per tre volte, alla domanda «è da rosso?», risponde: «Sì». Quindi l'espulsione è decisa da Fritz e l'espulsione è decisa per quella mano sulla testa di Murillo. Chissà, quindi, cosa scriverà Brych nel suo referto che sarà il riferimento per valutare la squalifica di Ronaldo (anche se i giudici Uefa difficilmente non valuteranno, almeno ufficiosamente, le immagini in questione). Il rischio è di aver addirittura 3 giornate (nel caso si valuti la condotta violenta), la cosa più logica sarebbe il minimo tabellare (1 giornata) per condotta antisportiva. Vedremo. 



FRITZ RECIDIVO - Fritz, intanto, dovrà fare i conti con un'altra topica grande quanto quella presa il 17 gennaio del 2010 a Duisburg, quanto il quarantenne bancario tedesco passò alla storia per aver convalidato un gol ai padroni di casa contro il Francoforte, con la palla che dopo aver sbattuto sulla traversa era rimbalzata 1 metro e 30 centimetri fuori. Lo definirono «il gol fantasma del decennio» e per Fritz fu un bagno di vergogna. Felix Brych è invece l’arbitro della finale di Cardiff, quella vinta dal Real Madrid senza aiuti, ma anche quella in cui venne ingiustamente espulso Cuadrado, con Brych che abboccò in modo ingenuo alla simulazione di Sergio Ramos. Insomma, ci casca spesso.

Juventus Byrch Fritz

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