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Effetto CR7: caos Madrid, la Juve è Real
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Effetto CR7: caos Madrid, la Juve è Real

Così Ronaldo ha spostato gli equilibri da Madrid a Torino. Portoghese e bianconeri dominano a suon di record. Blancos addirittura al quinto posto della Liga

di Fabio Riva e Raffaele R. Riverso martedì 8 gennaio 2019

Sergio Ramos ad agosto: «La perdita di un giocatore importante come Ronaldo è negativa, ma non è questo il motivo per cui smetteremo di vincere. Nel corso della storia sono passati qui tanti campioni, il club sta sopra a tutto». Gareth Bale a metà settembre: «La sua partenza rende tutto un po’ più rilassante. Ora siamo più squadra, lavoriamo come gruppo e non per un singolo giocatore». Karim Benzema a fine novembre: «Ronaldo non c’è più, ora tocca a me far vincere il Real Madrid e sono pronto. In campo sto bene e si vede, voglio fare sempre gol».

Epperò c’è quel che dice la classifica della Liga ad inizio gennaio: Real Madrid al quinto posto a 10 punti di distacco dal Barcellona, con praticamente la metà dei gol fatti (26 contro 50). Mentre invece la Juventus di Cristiano Ronaldo sta volando battendo record su record, incantando. Se c’è una squadra Real, beh, pare essere quella bianconera. Mentre a Madrid si va in blanco...

Già, l'indignazione per il grossolano errore del Var, costato la sconfitta contro la Real Sociedad, non è ancora passata. Questo, però, non vuol certo dire che i tifosi merengue, almeno quelli capaci di anteporre la razionalità alla rabbia, siano convinti che la loro squadra occupi il quinto posto in classifica per colpa degli arbitri: «La vera ragione è che il club non ha saputo compensare la perdita di Cristiano Ronaldo». E non bisogna di certo essere fini analisti o intenditori del pallone per capirlo.

GLI ERRORI DI FLORENTINO - Basta fare un giro nelle piazze, sia quelle reali che virtuali, per accorgersi come l'addio di CR7 sia considerato il motivo principale del deludente avvio di stagione dei campioni d'Europa che, forse, pensavano di aver risolto i propri problemi battendo il Kashima Antlers e l'Al Ain in Qatar. E, invece, una volta tornati in Spagna, Sergio Ramos e compagnia si sono resi di nuovo conto di quanto sia dura la vita senza il cinque volte Pallone d'Oro. Sia sotto il punto di vista razionale (numeri e statistiche in generale) che sotto quello emotivo non c'è nulla che avalli come buona la decisione presa la scorsa estate da Florentino Pérez. Il presidente galáctico non lo ammetterà mai, tuttavia sa bene di aver commesso un grosso errore. Anzi due. E già, perché se non avesse voluto stravincere, avrebbe almeno esaudito l'unico desiderio espresso da Julen Lopetegui, portando al Santiago Bernabéu un centravanti top che, quasi sicuramente, avrebbe quantomeno aiutato la squadra a non cadere tanto in basso.

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