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La Juventus sonda le piste italiane: da Cristante a Barella
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La Juventus sonda le piste italiane: da Cristante a Barella

Emre Can e Goretzka resistono. E in Italia è caccia grossa al talentotwitta

sabato 25 novembre 2017

di Antonino Milone

TORINO - Non è stata la capocciata con cui ha riportato la Juventus sulla terra a convincere i dirigenti bianconeri. E neppure la doppietta rifilata giovedì sera all’Everton ha raggiunto lo scopo, nel senso che la bontà del centrocampista era già nota ovunque, anche nei meandri più reconditi della sede alla Continassa. Perché Bryan Cristante, eclettico mediano (definirlo play o regista è riduttivo) legato all’Atalanta da un contratto di prestito che va risolto entro il 30 giugno 2018, è un giocatore vero, per non dire formato, per non dire pronto per un grande club. Beppe Marotta e Fabio Paratici non hanno ancora in mano il ragazzo classe ’92, appetito anche all’estero. Ma sarebbe un colpo di classe accelerare prima che si scateni un’eventuale asta sul friulano: vale a dire già in questi giorni, in queste settimane in cui i vertici della società bergamasca stanno lavorando per esercitare il diritto di riscatto del cartellino dal Benfica. L’accordo, siglato a gennaio 2017, è chiaro: sei mesi di prestito più rinnovo puntualmente concretizzato fino all’estate 2018, più un diritto di riscatto del valore di 4 milioni. Pochi, francamente, rispetto a quanto il calciatore potrebbe costare nel nuovo anno se proseguisse la stagione con questo passo spedito. Chissà se il Milan, che nel 2014 lo cedette ai portoghesi per 6 milioni, s’è pentito della decisione. L’agente di Cristante ha rapporti stretti con i rossoneri, ma anche con club non italiani: ecco perché l’asta che si prospetta risulterebbe pericolosa qualora la Juve intendesse siglare il trasferimento.

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