Calciopoli, Consiglio di Stato chiede atti dopo il ricorso di Giraudo

Calciopoli, Consiglio di Stato chiede atti dopo il ricorso di Giraudo

 E fissa il 22 giugno udienza per esaminare causa nel meritotwitta

martedì 9 maggio 2017

ROMA - Il Consiglio di Stato ha fissato per il prossimo 22 giugno l'udienza per discutere nel merito l'appello presentato dall'ex Ad della Juventus, Antonio Giraudo, contro Figc e Coni; e ha disposto atti istruttori per "acquisire chiarimenti" dalla Federazione Italiana Gioco Calcio. Al centro dell'azione promossa da Giraudo c'è la sentenza del Tar Lazio che nel 2016 dichiarò inammissibile il ricorso da lui presentato contro i provvedimenti assunti dalla giustizia sportiva per i processi conosciuti come Calciopoli. Nella causa è intervenuto anche il Codacons, chiedendo che l'appello di Giraudo venga integralmente rigettato. Il 14 aprile 2016 il Tar aveva respinto il ricorso di Giraudo per difetto di giurisdizione, dichiarandosi in sostanza non competente. Giraudo, che chiedeva l'annullamento delle decisioni della Corte Federale e della Corte di Appello Federale del luglio 2006 di applicazione della sanzione disciplinare dell'inibizione per cinque anni, ha impugnato la decisione del Tar e ora il Consiglio di Stato, con la sentenza pubblicata oggi dalla quinta sezione, ha fissato un'udienza per esaminare la causa e ha dato 20 giorni di tempo alla Figc per fornire i chiarimenti richiesti.

In particolare i giudici amministrativi chiedono di sapere "quale fosse il numero esatto e le generalità dei componenti della Caf ", la Commissione d'Appello Federale della Figc "prima delle dimissioni dei magistrati ordinari conseguenti alla delibera del Csm del 15 giugno 2006 e se le predette dimissioni avessero determinato la riduzione dei componenti al di sotto del numero minimo statutariamente richiesto". Oltre ai numeri, il Consiglio di Stato chiede indicazioni sulle "generalità dei componenti rimasti in carica", vuole sapere se la Caf "potesse, comunque, operare attingendo ai componenti residui" e inoltre "quale fosse stato, comunque, il numero medio annuo dei componenti della Caf nel precedente quinquennio 2001-2005 e in base a quali criteri, ove fissati, tale numero fosse determinato".

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