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Lazio, class action dei tifosi per i torti arbitrali
© Bartoletti

Lazio, class action dei tifosi per i torti arbitrali

Il Comitato Consumatori Lazio, in persona del suo
Presidente e legale rappresentante, Avv. Gianluca
Mignogna, ha notificato all'Associazione Italiana
Arbitri, un "Atto di Significazione e Diffida previsto dal
vigente Codice del Consumo mediante il quale è stata
contestata l'errata applicazione del Protocollo VAR e la
conseguente causazione di una grave lesione degli
interessi e dei diritti degli aderenti al Comitato med esim o, i quali contestualmente all'acquisto dei rispettivi prodotticalcistico/commerciali, hanno fatto sicuro affidamentosull'ossequioso rispetto delle vigenti regole applicative"twitta

mercoledì 21 marzo 2018

 Claudio Chiarini

Dopo 10 partite di campionato nelle quali sono stati documentati evidenti torti arbitrali subiti dalla Lazio, i tifosi biancocelesti sono passati alle vie di fatto. Il Comitato Consumatori Lazio, nella persona del suo Presidente e legale rappresentante, Avv. Gianluca Mignogna, ha infatti notificato all’Associazione Italiana Arbitri, un “Atto di Significazione  e Diffida previsto dal vigente Codice del Consumo mediante il quale è stata contestata l’errata applicazione del Protocollo VAR e la conseguente causazione di una grave lesione degli interessi e dei diritti degli aderenti al Comitato medesimo, i quali contestualmente all’acquisto dei rispettivi prodotti calcistico/commerciali, hanno fatto sicuro affidamento sull’ossequioso rispetto delle vigenti regole applicative”.

Nel comunicato ufficiale, diramato ieri mattina, si legge anche che la violazione del Protocollo Var “potrebbe aver finanche inficiato la regolarità stessa dell’intera Serie A 2017/18, atteso che, peraltro, l’applicazione non conforme del protocollo VAR è stata oggettivamente riscontrata puranche in partite svoltesi tra altre squadre del campionato medesimo”.

Il Comitato ha inoltre richiesto all’AIA di precisare e documentare le modalità effettivamente adottate nell’utilizzo e/o nel mancato uso della procedura Var., le registrazioni audio dei colloqui intervenuti tra i Direttori di Gara e gli assistenti Var, la documentazione comprovante le immagini che sono state esaminate e la specifica dei soggetti che le hanno acquisite, gestite, selezionate ed inviate agli assistenti Var, nei noti episodi configuratisi, ampiamente citati dai media e lamentati nelle seguenti partite di campionato della Lazio:
1) Roma-Lazio 2-1 del 18 novembre 2017, arbitro Rocchi, Var: Irrati, assistente Var: Vuoto
2) Lazio-Fiorentina 1-1 del 26 novembre 2017, arbitro Massa, Var: Fabbri, assistente Var: Longo
3) Sampdoria-Lazio 1-2 del 3 dicembre 2017, arbitro Mazzoleni, Var: Giacomelli, assistente Var: Vuoto
4) Lazio-Torino 1-3 dell’11 dicembre 2017, arbitro Giacomelli, Var: Di Bello, assistente Var: Carbone
5) Inter-Lazio 0-0 del 30 dicembre 2017, arbitro Rocchi, Var: Damato, assistente Var: Schenone
6) Spal-Lazio 2-5 del 6 gennaio 2018, arbitro Tagliavento, Var: Irrati, assistente Var: Aureliano
7) Milan-Lazio 2-1 del 28 gennaio 2018, arbitro Irrati, Var: Rocchi, assistente Var: Di Liberatore
8) Lazio-Juventus 0-1 del 4 marzo 2018, arbitro Banti, Var: Irrati, assistente Var: Peretti
9) Cagliari-Lazio 2-2 dell’11 marzo 2018, arbitro Guida, Var: Gavillucci, assistente Var: Tegoni
10) Lazio-Bologna 1-1 del 19 marzo 2018, arbitro Damato, Var: Maresca, assistente Var: Vivenzi
Attraverso l’Atto è stato ulteriormente intimato all’AIA:
    •    di comunicare se e quali provvedimenti siano stati adottati nei confronti dei propri affiliati che si sono resi protagonisti degli evidenti errori di cui alle partite sopra evidenziate;
    •    di fornire esaurienti spiegazioni sulla circostanza verificatasi al termine della partita Lazio-Crotone del 23 dicembre 2017, all’esito della quale l’arbitro Calvarese ed i suoi assistenti, secondo le fonti di stampa, avrebbero intenzionalmente ed immotivatamente rifiutato gli omaggi natalizi della S.S. Lazio che, come consuetudine per tutte le squadre di Serie A, aveva fatto recapitare nello spogliatoio arbitrale il proprio gagliardetto e la propria maglia ufficiale;
    •    di procedere all’applicazione del protocollo Var. emanato dall’IFAB ed esplicato nella relativa presentazione ufficiale, in maniera corretta, trasparente ed uniforme.
Infine Il Comitato Consumatori Lazio ha richiesto all’AIA, alla FIGC, all’UEFA, alla FIFA e all’IFAB, destinatarie per conoscenza della notificazione, di voler valutare e applicare le seguenti modifiche regolamentari a tutela di tutti gli utenti e i consumatori dei prodotti calcistici:
    •    affidare la Video Assistance Referees a soggetti non facenti parte della componente arbitrale, così garantendo l’effettiva terzietà degli operatori addetti alla “Review” ed evitando possibili conflitti di interessi tra Direttori di gara ed assistenti Var, che a tutt’oggi appartengono alla medesima categoria e conseguentemente potrebbero oggettivamente nutrire delle remore a palesare pubblicamente l’eventuale errore del collega in campo;
    •    rendere pubbliche le comunicazioni audio che intercorrono in ogni match di Serie A e/o di altre competizioni calcistiche tra direttori di gara ed assistenti Var, a tutela della trasparenza del relativo operato e delle conseguenti decisioni arbitrali ed alla stessa stregua di quanto già avviene in altre discipline sportive;
    •    chiarire e produrre tutte le immagini che vengono esaminate negli episodi sottoposti alla procedura Var e la specifica dei soggetti che acquisiscono, gestiscono, selezionano ed inviano agli assistenti Var tali immagini, predisponendo un adeguato, compiuto ed oggettivo progetto finalizzato alla proiezione delle medesime in diretta tv e sugli schermi degli Stadi, in guisa che in futuro ogni fruitore e/o consumatore del prodotto calcistico possa esser immediatamente reso edotto delle sequenze video, delle scelte e dell’operato della classe arbitrale;
    •    consentire la chiamata Var anche alle squadre coinvolte nei singoli match, stabilendo un eventuale numero massimo di chiamate possibili come già previsto in altre discipline sportive.
Il Comitato ha precisato anche che, in caso di mancato riscontro nel termine di 15 giorni dal ricevimento dell’Atto di Significazione e Diffida, si è riservato di intervenire mediante i propri legali ed i propri tecnici per promuovere qualsivoglia azione giudiziaria per censurare atti, comportamenti ed effetti lesivi degli interessi e dei diritti degli utenti/consumatori.

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