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Verso il no al "Voluntary Agreement". Il Milan: «Pronti all'alternativa»
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Verso il no al "Voluntary Agreement". Il Milan: «Pronti all'alternativa»

Il club rossonero commenta sul sito la notizia di una possibile bocciatura da parte dell'Uefa del piano presentato da Fassone a Nyon il mese scorsotwitta

giovedì 7 dicembre 2017

MILANO - Se, come sembra la Uefa respingerà la richiesta di Voluntary Agreement, «il Milan ha sempre dichiarato di essere pronto ad affrontare l'altra faccia della medaglia e cioè il Settlement Agreement». Il club commenta così le anticipazioni alla vigilia della riunione del Financial Body della Uefa per valutare la possibilità di concedere la deroga al Fair Play Finanziario per i conti dell'ultimo triennio evitando sanzioni a fronte di un business plan quadriennale di rientro. «La proposta di Voluntary partita dalla società rossonera era una novità assoluta in tal senso, non essendoci precedenti a livello politico-calcistico europeo - si legge nel commento del club alla rassegna stampa -. Il Milan a novembre si era impegnato a fondo per la redazione e la strutturazione del proprio piano».

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I DUBBI - Da qualche settimana all'interno del club non c'era più ottimismo sull'esito della richiesta, soprattutto dopo l'inchiesta del New York Times che ha sollevato nuovi dubbi sul patrimonio del cinese Li Yonghong che ad aprile ha acquistato il club da Silvio Berlusconi. Dalla Uefa, per il momento, si limitano a precisare che domani si riunirà la commissione, che la decisione dovrebbe essere annunciata verso metà dicembre e che, in caso di respingimento, per il Milan ci sarebbe la possibilità nella primavera 2018 per un potenziale Settlement Agreement, una sorta di patteggiamento con sanzioni che vanno dalle multe all'esclusione dalle coppe europee, passando per limitazioni alla rosa e al mercato. «Arrivano importanti segnali mediatici sul Voluntary Agreement, in attesa del pronunciamento ufficiale e definitivo dell'UEFA - si legge sul sito del club rossonero -. Oltre a dichiarare il proprio massimo e costante rispetto nei confronti dell'istituzione europea, il Milan ha sempre dichiarato di essere pronto ad affrontare l'altra faccia della medaglia e cioè il Settlement Agreement. La proposta di Voluntary partita dalla società rossonera era una novità assoluta in tal senso, non essendoci precedenti a livello politico-calcistico europeo».



FASSONE - «C'è amarezza e sorpresa per aver letto sui giornali un funerale anticipato, la commissione della Uefa si riunisce domani e dai giornali sembra accertata una decisione negativa nei confronti del Milan. Non fa piacere». Così Marco Fassone sulle anticipazioni sul Voluntary Agreement richiesto dalla Uefa: «Ho troppo rispetto per la commissione e la Uefa, per comprendere come queste indiscrezioni abbiano anticipato di un giorno la decisione. Spero che le decisioni siano eticamente neutre nei confronti del Milan. Recentemente la commissione della Uefa ci ha fatto delle richieste oggettivamente impossibili da accontentare, da parte non solo del Milan ma di qualsiasi club». Così l'ad rossonero Marco Fassone sul Voluntary Agreement. «Se non ci dovesse essere questa possibilità nonostante la nostra flessibilità ci sarebbe un tema più grande, che riguarda non solo il Milan ma l'istituto - ha aggiunto -. Bisognerà capire bene quale fosse lo spirito con cui è stato ideato il Voluntary e quali sono i club che lo possono sottoscrivere».

«RIFINANZIAMENTO ENTRO PRIMAVERA» - «Abbiamo una scadenza a ottobre 2018, confido di poterlo fare con sei mesi d'anticipo, entro la primavera 2018: lavoriamo per rispettare questi termini». Così l'ad del Milan, Marco Fassone, ha ribadito la tempistica per rifinanziare il debito con il fondo d'investimento Elliott, che ha fornito al club e al suo proprietario cinese, Li Yonghong, un prestito ponte da 303 milioni di euro da rimborsare a ottobre del 2018.

FASE DI TRANSIZIONE - «C'è la consapevolezza che stiamo affrontando un momento di turnaround, di rinnovamento complesso». Così l'ad del Milan, Marco Fassone, sulla situazione della squadra, una settimana dopo l'avvicendamento in panchina fra Vincenzo Montella e Rino Gattuso. «C'è la volontà della proprietà, del management, della squadra, di affrontare questa annata di transizione resa complicata da tutte le circostanze che si conoscono, con il massimo sforzo possibile, per poter ripartire con i tempi, speriamo non lunghi lunghissimi, necessari per un club che affronta una transizione complessa come la nostra», ha aggiunto prima dell'assemblea della Lega Serie A Fassone, secondo cui «Gattuso sta cercando di dare non solo mentalità ma anche approccio tecnico e tattico tipico suo, e per poterlo fare ha bisogno di tempo. Ci vorranno 4-5-6 partite per vedere qualche risultato sul piano tattico, fisico». Il dirigente rossonero ha ribadito di aver "commesso uno o due errori" nella campagna acquisti. «Ma sono ancora convinto che abbiamo una squadra forte. Su dieci che arrivano - ha continuato - uno o due possono non integrarsi al meglio, ma alcuni che non stanno rendendo secondo le previsioni sono forti e presto lo vedremo».

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