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Serie A Roma, Totti: «Non penso di fare l'allenatore»
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Serie A Roma, Totti: «Non penso di fare l'allenatore»

L'ex capitano e dirigente giallorosso: «Per me gli aspetti più romantici restano la fedeltà e l'appartenenza, non la parte commerciale»twitta

giovedì 28 dicembre 2017

DUBAI - La carriera da allenatore non lo attira, "penso a fare altro", in un mondo del calcio che poi forse per come è cambiato negli anni non gli piace nemmeno più così tanto. Ospite alla Dubai International Sports Conference, Francesco Totti racconta la sua esperienza, il suo passaggio dagli scarpini alla giacca. "Fino allo scorso anno pensavo solamente a giocare, adesso è normale avere altre priorità come investire e promuovere Roma in tutto il mondo - racconta il dirigente giallorosso -. In questo momento non sto pensando di fare l'allenatore, quando pensi di farlo ti scatta qualcosa nella testa e a me ancora non è scattato. Quasi tutti i miei ex colleghi appena finita la carriera da giocatore hanno subito intrapreso quella da allenatore, era già un pensiero che avevano in testa. Io penso a fare altro adesso, poi se un domani dovesse scattarmi questa cosa ci penserò profondamente". Da addetto ai lavori, tuttavia, ha vissuto in prima persona il profondo mutamento del mondo del calcio dal punto di vista economico. "Per me gli aspetti più romantici restano la fedeltà e l'appartenenza, non la parte commerciale, certe cifre del mercato sono fuori dalla realtà - confessa Totti -. Rispetto ai miei tempi il calcio è abbastanza cambiato, e io preferivo quello di prima. Ora si pensa più al business, prima c'erano più valori, più giocatori provenienti dal settore giovanile, si pensava di più a far crescere questi ragazzi. Adesso invece si pensa più allo straniero, c'è un tipo di merchandising diverso".

MESSI NUMERO UNO - A non esser cambiata, invece, è la sua opinione sul miglior giocatore al mondo. "Per me è Messi, ma non ditelo a Cristiano Ronaldo e Neymar" aggiunge Totti sorridendo, prima di ammettere che in Italia a farla da padrone "in campo internazionale sono Milan e Juventus. Sono le più blasonate. Poi certo ci sono Real Madrid, Barcellona, Manchester, che sono più strutturate, più forti economicamente, e per noi in Italia è molto più complicato affrontarle, si fa più fatica a competere rispetto ad altre nazioni". 

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