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Torino, prove di Sadiq
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Torino, prove di Sadiq

Finalmente si è visto il giovane spilungone: Mihajlovic lo ha schierato tra Iago e Niangtwitta

mercoledì 11 ottobre 2017

 Marco Bonetto

TORINO - Lo vedi correre lì al Fila, sotto un sole decisamente preestivo, più che autunnale, e ti pare una giraffa. E’ tutto fuori dai canoni, il caldo e il bollettino degli assenti, il silenzio quasi irreale degli spettatori e l’irritualità della situazione. Non c’è Belotti, il motore primo del Torino, perché le cure e la fisioterapia impongono ben altri giri, nel ventre del Filadelfia, sotto la luce elettrica. Il sole scalda fin troppo visto che siamo a metà ottobre, battono venti gradi sulle gradinate del campo secondario e la giraffa è proprio lì davanti a te, che si muove con quella andatura che è tutto un programma. Le gambe esili, e il tronco più ancora sottile e allungato. Oscilla con il suo metro e 92, Umar Sadiq Mesbah, e fa il Gallo, a modo suo. E’ il primo allenamento vero, per il nigeriano. Vent’anni di spensieratezza, ma adesso il gioco si fa duro, e la questione seria. Nella scorsa settimana doveva smaltire un affaticamento muscolare, non si era visto se non in ciabatte, quando il Casale giocò in amichevole col Toro. Ma stavolta è la sua volta, il tempo è il suo tempo. Mihajlovic lo prende da parte, parlottano il giusto, poi comincia la partitella. E Sadiq è lì davanti, centravanti, sulle zolle sue. Ai fianchi ha Iago a destra e Niang a sinistra, reduce dal buon esordio col Senegal. Va avanti così, il primo vero allenamento della giraffa venuta da Roma. Finché prende il pallone, e lo scaraventa in rete. Ne raccoglie un altro, e spara la sassata. Ne individua un terzo, e prova il dribbling. Le gambe sono calde, ma qui non è più un fatto di clima, bensì di voglia.

I COMPLIMENTI - La giraffa ha forza fisica, se non stazza da bomber. Agile, vivo. Quasi brillante. I compagni gli fanno i complimenti, dopo una giocata. Lo vedi che si gasa. La disinvoltura nei movimenti lo accompagna e ti pare di vederlo trasformarsi anche in una gazzella, e infine in una volpe, per il fiuto. C’è un pallone alto che vagola, e ricompare la giraffa. La deviazione è sua, ci arriva con la statura della naturalezza. Sadiq ha tutto chiaro in testa: si sta giocando un pezzo di Toro, e di luce. C’è il Crotone, poi ci sarà la sua Roma che l’ha prestato, e via dicendo. Belotti un giorno tornerà, certo. Ma intanto ha lasciato lo scranno libero.

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