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Niang, svolta da Toro: «È l'asso del futuro»
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Niang, svolta da Toro: «È l'asso del futuro»

Il ct del Senegal ha riconsegnato a Mihajlovic un attaccante "nuovo": il paese africano è ai suoi pieditwitta

giovedì 12 ottobre 2017

di Marco Bonetto

TORINO - Eroe nazionale, o giù di lì. Il Senegal è ai suoi piedi, mentre lui, M’Baye Niang, deve ancora riconquistare l’Italia, partendo dalla conquista del Toro. «Ma mio figlio ha già tutto il suo destino tracciato da Dio ben prima della sua nascita», ha detto papà Oumar. Che, dalla provincia di Parigi, cura i ricordi freschi, dopo aver abbracciato suo figlio, nei giorni scorsi. Sosta a casa, per il giovane attaccante, nato in Francia nel dicembre di 23 anni fa, ma figlio di senegalesi. Niang è cresciuto passando da una Nazionale giovanile all’altra, sempre con la maglia dei transalpini. Poi, nel 2012, dopo essere scappato dal ritiro della Francia Under 21 insieme ad altri 4 compagni, venne squalificato, e la sua carriera in Nazionale si troncò all’improvviso. Anche perché il ragazzo non dimostrava di voler giocare per il Paese della sua famiglia, e così nello Stato africano fioccarono anche polemiche e illazioni, attorno ai comportamenti e alle scelte di Niang. Finché, un mese fa, l’opera diplomatica della dirigenza del Senegal e del ct Aliou Cissé ha portato alla svolta decisiva.

L’attaccante, che intanto aveva ormai ampiamente capito di non aver più chance con la Francia, ha accettato la convocazione della Nazionale maggiore del Senegal e sabato scorso ha debuttato, entrando nel secondo tempo contro Capo Verde, in un match valido per le qualificazioni mondiali. Il dado è tratto, a questo punto. Non potrà più cambiare Nazionale, Niang. Che però ha acquistato una nuova patria sportiva e ora è tornato a Torino sull’onda di un entusiasmo popolare incredibile. Una spinta emotiva, una scarica di adrenalina e fiducia: e ora Mihajlovic spera che anche questi fattori psicologici contribuiscano a far decollare il ragazzo pure in granata.

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Tags: NiangMihajlovic

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