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Toro, fighetti e vecchi arnesi: basta!
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Toro, fighetti e vecchi arnesi: basta!

L'editoriale del Direttore di Tuttosport dedicato alla squadra granata dopo il pari di Crotonetwitta

lunedì 16 ottobre 2017

di Paolo De Paola

TORINO - Fighetti e vecchi arnesi. Il gioco del Toro si dipana attraverso una ragnatela di 326 passaggi laterali e 58 indietro. Insomma una bella noia. E pure infruttuosa perché una squadra come quella granata, con le ambizioni europee che ha manifestato, deve vincere a Crotone senza ritenersi fortunata per un pareggio acciuffato nel recupero. Insistiamo su un punto, nel rispetto di due giocatori assolutamente generosi e professionali, ma il gioco del Toro non può passare dai piedi di Moretti e Molinaro (70 anni in due). Qui ci delude Mihajlovic, che deve avere più coraggio. Comprendiamo la sua logica di proporre una squadra con un giusto mix di esperienza, gioventù e qualità, ma i continui passaggi laterali o indietro alla fine risucchiano nel gorgo anche Baselli che dovrebbe offrire più dinamismo a centrocampo. No, così non si va lontano e non si costruisce gioco. Il Toro, pur privo di Belotti e Lyanco, ha comunque lasciato in panchina Bonifazi, Ansaldi e Berenguer. Li avremmo visti meglio in campo rispetto a chi continua a guardare verso la propria porta anziché verso quella avversaria. Un brutto ritorno al passato dal quale bisognerà riprendersi alla svelta. Di certo non è nella attuale leggerezza di Sadiq, nella impalpabilità di Niang, nella intermittenza di Iago Falque o nella futilità di Boyé che il Toro potrà ritrovare quella classe che è comunque nelle gambe di giocatori come Ljajic, che insieme a quelli già citati potrebbe davvero rappresentare un incubo per chiunque ma non in una bislacca squadriglia, bensì in una formazione organizzata. Miha separi le tante cose buone dall’erba secca priva di qualsiasi potere taumaturgico, infonda il suo criterio di gioco, dia vita a un progetto in cui ha sempre creduto senza arretrare dai suoi convincimenti. Quello visto a Crotone non è Toro.

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