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Torino, Mihajlovic: «Milan? Non sarà la sfida che deciderà la mia carriera»
© Marco Canoniero

Torino, Mihajlovic: «Milan? Non sarà la sfida che deciderà la mia carriera»

L'allenatore granata alla vigilia della sfida di Serie A contro il Milan: «Abbiamo perso un po’ di entusiasmo che avevamo all’inizio, ma tornerà. Siamo in linea con i programmi, stiamo lottando»twitta

sabato 25 novembre 2017

di Alessandro Baretti

TORINO - Dopo la splendida prova di Milano contro l’Inter, intervallata dalla scialba prestazione interna contro il Chievo con allegato il rigore fallito da Belotti, il Toro di Sinisa Mihajlovic sta vivendo la vigilia della sfida contro il Milan: «Gli obiettivi di Toro e Milan sono diversi - attacca il tecnico granata -. Noi dobbiamo lottare per un posto in Europa e siamo lì. Se vinciamo domani siamo settimi. Il Milan aveva obiettivi diversi, ma non guardo a casa d’altri. Noi potevamo fare meglio, ma delle squadre al nostro livello soltanto la Sampdoria sta facendo più di quanto ci si sarebbe attesi. Fiorentina e Atalanta sono dietro di noi, i rossoneri hanno appena un punto in più. Abbiamo perso un po’ di entusiasmo che avevamo all’inizio, ma tornerà. Siamo in linea con i programmi, stiamo lottando. Non sarà la partita che deciderà la carriera mia o di Montella. Mi spiace che Vincenzo abbia qualche difficoltà, è un amico ma voglio prolungare le sue difficoltà. Gli stimoli di Cairo? Lui è come me e i tifosi, tiene a tutte le partite e non solo a questa. Abbiamo preparato bene la gara, non ci sentiamo inferiori, se giochiamo come sappiamo possiamo vincere».

NIANG E LYANCO - Così Mihajlovic sul possibile rientro di Niang e Lyanco: «Niang sta bene come gli altri, visto che abbiamo recuperato tutti. In settimana ho provato diverse soluzioni, devo ancora decidere. Di sicuro io su Niang punto molto, sta crescendo, può giocare dall’inizio o a gara in corso, ma giocherà. Lyanco è disponibile e si sta allenando. Potrebbe partire dall’inizio come andare in panchina. Vediamo anche nel suo caso».

CATTIVERIA - Il tecnico serbo individua nella mancanza di cattiveria sotto porta il principale punto sul quale il Torino deve migliorare: «Il nostro problema è davanti: dobbiamo essere più cattivi, non possiamo sempre produrre quattro o cinque occasioni per fare un gol. Su questo abbiamo lavorato, in settimana, ma è anche vero che il Gallo a questo punto dello scorso anno, aveva segnato 10 gol e adesso solo 3. Niang ha realizzato solo una rete e non ha ancora fatto la differenza. Fin da domani Belotti e Niang dimostreranno comunque il loro valore. Quando svolteranno cambierà il nostro campionato, e ho fiducia che ciò possa accadere presto. Più in generale sappiamo dove colpire, abbiamo tutte le carte in regola per ottenere i tre punti, anche se il Milan è una ottima squadra. L’atteggiamento, il rispetto e la concentrazione devono essere le stesse messe in campo contro Inter, ma questa volta ribadisco che dovremo essere più concreti. Tutti vorremmo rivedere la prestazione del Toro contro l’Inter. E infatti ci serve continuità: dobbiamo giocare sempre come contro l’Inter, per quanto non è detto che devi sempre giocare bene per vincere. Aggiungo che a parte il derby e a Firenze nessuno ci ha messo sotto. E dei tanti pareggi centrati almeno 3 potevano e dovevano essere vittorie»

MIHA E MONTELLA - Questa l’opinione sull’amicizia con Montella nata ai tempi della comune esperienza alla Samp: «Era un ragazzino e veniva dal Genoa. Era un grande giocatore. Gli ho fatto segnare anche di testa lui che è alto un metro e mezzo… Mi spiace per le sue difficoltà, ma ne uscirà. Dalla settimana prossima, ben inteso…»

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