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Torino, mistero Berenguer: si è fermato al... Var!
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Torino, mistero Berenguer: si è fermato al... Var!

A Bologna il gol annullato per il pasticcio dell’arbitro, poi solo bocciature ed esclusioni: perfino Edera gli è passato davanti. E il modulo non aiuta
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mercoledì 6 dicembre 2017

TORINO - Alejandro Berenguer, c'è da scommetterci, riavvolgerebbe volentieri il nastro della sua avventura al Toro. E tornerebbe indietro nel tempo fino al 20 agosto, serata del debutto in Serie A contro il Bologna. Una notte bella, che poteva diventare memorabile se solo l'arbitro Massa e il Var Orsato non gli avessero annullato ingiustamente il gol che avrebbe consegnato tre punti d'oro ai granata. E chissà se l'annata, con quel sigillo, avrebbe potuto prendere un'altra piega. Ma la realtà attuale per l'ala spagnola sta diventando più simile ad un incubo.

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UN...FANTASMA - Berenguer sta infatti sparendo quasi definitivamente dai radar di Sinisa Mihajlovic, che con i fatti ha dato dei segnali inequivocabili. Il tecnico serbo si aspettava molto di più da un giocatore che è considerato un vero e proprio oggetto misterioso. In particolare, Mihajlovic non ha digerito l'impatto di Berenguer nella partita di Firenze dello scorso 25 ottobre ed è da allora che il classe '95 non vede praticamente più il campo. Dopo quel secondo tempo opaco, quando sostituì l'impalpabile Sadiq, il ragazzo ha raggranellato quattordici miseri minuti messi insieme da subentrato contro Cagliari, Inter e Chievo. Non certo un minutaggio accettabile per un talento per il quale il Toro ha investito 5.5 milioni di euro (più uno di bonus), strappandolo con un blitz improvviso di metà luglio alla forte concorrenza del Napoli.

La dimostrazione della bocciatura di Mihajlovic è stata sancita in Coppa Italia: contro il Carpi Berenguer ha osservato tutta la gara dalla panchina. Arrendendosi di fronte allo smacco dell'ingresso in campo di Simone Edera. Che, come se non bastasse, anche in campionato lo ha beffato, trovando spazio nei minuti finali del match contro l'Atalanta. Mihajlovic chiede di più allo spagnolo, mai realmente preso in considerazione dopo l’arrivo di Niang nell’ultimo giorno di mercato, soprattutto sotto il profilo dell’atteggiamento. Alla luce delle idee di Sinisa Berenguer rischia anche di diventare un inquietante equivoco, che il Toro si porterà dietro fino al termine della stagione.

I MODULI - Il 4-2-3-1 non sembra l’abito su misura per le caratteristiche dell’ex Osasuna, che partendo da sinistra ha la tendenza a convergere verso il centro. Ma pure con l’attuale 4-3-3 non c’è posto, vista la spietata concorrenza costata un paio di panchine anche al più quotato Iago Falque. Mihajlovic pretende di vedere un giocatore libero dalle timidezze, senza più quell’indolenza che può tenerlo ai margini del progetto Toro fino a giugno. Il treno per convincere il popolo granata è alla portata di Berenguer, che ha ancora tempo per far vedere a tutti di non essere un rebus costoso e irrisolvibile.

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