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Torino, Acquah di... spine e caso Berenguer
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Torino, Acquah di... spine e caso Berenguer

Il mediano non trova l’intesa per il rinnovo: gioca poco, potrebbe partire. Intanto il Toro valuta di prestare l’ala: costato ben 6 milioni, è ai marginitwitta

venerdì 8 dicembre 2017

di Marco Bonetto

TORINO - Acquah di spine, più che acqua di rose. Il rinnovo del ghanese si sta trasformando in un percorso accidentato. La scadenza contrattuale resta inchiodata al 2019. Anche le ultime trattative si sono impantanate in una differenza troppo marcata, nel tiro alla fune. Cairo e Petrachi offrono una cifra, Acquah ne rivendica un’altra e così l’altro gioco più diffuso nel Toro, il braccio di ferro, continua a offrire materia di analisi. Il mediano guadagna mezzo milione abbondante netto (più premi).

Ad agosto il Birmingham era stato a un passo dal mettere le mani sul granata, pronto a trasferirsi anche se il club inglese milita nella B britannica: Acquah avrebbe cominciato a guadagnare come Belotti in Italia, visti i fatturati del calcio inglese pure in Championship, e sarebbe stata un’ottima medicina. Ma poi, un po’ a sorpresa, il Toro lo blindò, sul finire di agosto: giacché gli inglesi non alzarono l’offerta da 8 a 10 milioni e pure perché il Bologna aveva intanto riscoperto Donsah, e non voleva più cederlo ai granata. Così, ad Acquah, i vertici del Torino palesarono la disponibilità ad alzargli l’ingaggio, per ripagarlo in parte (prolungandogli anche il legame, ovviamente). Ma l’offerta non ha mai superato il milione, con i bonus, a fronte di richieste oscillanti attorno al milione e mezzo. Gli ultimi contatti hanno fotografato lo stallo. E la scadenza contrattuale non più lontana fa aumentare le possibilità, per via delle leggi del mercato, che Acquah venga ceduto a gennaio (man mano che passa il tempo, il suo prezzo scende) e che il giocatore stesso si guardi di nuovo attorno.

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Tags: Calciomercato TorinoAcquahCairoMihajlovicBerenguer

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