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Tifosi-spettacolo a Ferrara non meritavano un Torino così
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Tifosi-spettacolo a Ferrara non meritavano un Torino così

Dall’estasi allo sconforto: quanti fischi dai 1.600 granata del Mazzatwitta

domenica 24 dicembre 2017

dal nostro inviato Marco Bonetto

FERRARA - Stracolmo, lo stadio Paolo Mazza di Ferrara. Poco meno di 13mila spettatori, il massimo della capienza. E, di questi, 1.600 erano i tifosi del Toro pigiati nella curva Est. Un bell’effetto, una visuale coloratissima e un’acustica degna della tradizione popolare granata. Così, immaginateli all’1 a 0, dopo appena 17 secondi. E poi al 2 a 0, dopo appena 10 minuti. Bene. Adesso immaginateli al 2 a 1, al 2 a 2, e un nanosecondo dopo il palo di Belotti al 94’. Ve li facciamo sentire noi al fischio finale, se volete: in parte hanno applaudito, non si sa quanto per scherno e quanto per incomprensibile simbiosi con i giocatori. Intanto, però, i fischi risuonavano nell’aria. Numerosissimi, prolungati, taglienti. In pochi, tra i giocatori, hanno avuto il coraggio di andare a due passi dai tifosi. La massa è rimasta a metri di distanza, applaudendo come per ringraziare. Bah. Era una bella trasferta, per bei tifosi. Che invece continuano a farsi il sangue amaro. E, regolarmente, dopo una vittoria illusoria: in questo frangente, si è passati dalla Roma in Coppa Italia a ‘sto pareggiaccio tanto greve per il morale quanto grave per i nuovi effetti in classifica. Ma la gente sta davvero cominciando ad averne le tasche piene. Perché si può anche perdere (e questo 2 a 2 sa di sconfitta, non certo di punto guadagnato), ma ci sono sempre modo e modo per farlo. «Adesso basta, fuori le palle!» fu il messaggio inequivocabile che la Maratona lanciò alla squadra a fine ottobre, appendendo davanti al Filadelfia un lunghissimo striscione, nel momento massimo di crisi, post crollo di Firenze. Un paio di giorni prima della vittoria col Cagliari, salvifica per Mihajlovic. Insomma, che la squadra stia giocando col fuoco è ormai chiaro da tempo. Che poi rischi davvero le terga in primo luogo l’allenatore è assodato, in casi come questi: Cairo era fuori dalla grazia di Dio, ieri sera. La gente chiede per prima cosa dignità e impegno, professionalità e attaccamento, cuore e corsa. Non retorica: fatti. Oggi, in occasione dell’allenamento a porte chiuse al Fila, vedremo: se spunteranno, cioè, altri striscioni. O se si sentiranno cori non certo natalizi. «I tifosi hanno ragione ad arrabbiarsi, se facciamo come i gamberi», ha già detto Miha.

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