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Mihajlovic e il tremendismo tradito: storia d’un compleanno amaro
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Mihajlovic e il tremendismo tradito: storia d’un compleanno amaro

Tra i tifosi c’è chi rimpiange la spavalderia di Sinisatwitta

mercoledì 21 febbraio 2018

di Andrea Pavan

TORINO - Dire che i tifosi del Toro oggi rimpiangano Mihajlovic è certo uno sproposito, o comunque un’esagerazione, perché l’involuzione tecnico-tattica della squadra dal derby d’andata a quello di Coppa Italia non lasciava grossi margini di speranza in una redenzione nei risultati. Ma di sicuro il modo in cui si è (non) affrontata la Juve domenica scorsa ha contribuito a rinfocolare in una significativa fetta della tifoseria la nostalgia, se non altro, per l’atteggiamento spavaldo con cui Sinisa cercava ogni volta - e in ogni modo, a volte non necessariamente proficuo - di inculcare nei giocatori la sua idea di “tremendismo”: fare cioè di tutto per vincere bene, a costo anche di perdere male. Obiettivo non sempre centrato, anzi spesso imploso in una confusione operativa senza sbocchi che andassero oltre il velleitarismo dei singoli e l’anarchia allo sbaraglio. Senonché si sono sentite molte persone, uscendo tre giorni fa dal Grande Torino, ricordare come in quello stesso stadio, un anno e mezzo prima, avessero pensato per quasi tutto il match di poter battere la Juve, mentre stavolta non hanno mai creduto nemmeno di poter pareggiare, stante l’atteggiamento sul campo di rassegnazione alla sconfitta. Dai tre cambi contemporanei per eccesso di fede, col coraggio che deraglia nell’incoscienza, alla gestione dello svantaggio, per evitare qualcosa di peggio: ma cosa c’è di peggio, per uno del Toro, di perdere senza provare a vincere? Così ha colpito ieri accorgerci che, in concomitanza casuale con gli anniversari della presidenza Pianelli e della morte di Rocco, cadeva anche il compleanno di Mihajlovic. Quarantanove anni in prima linea, magari non sempre dalla parte giusta, ma di sicuro a testa alta e petto in fuori. Auguri, Sinisa.

Tags: TorinoMihajlovic

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