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Torino depresso e deprimente: era meglio con Mihajlovic
© Marco Canoniero

Torino depresso e deprimente: era meglio con Mihajlovic

Per Mazzarri un punto in meno di Sinisa nelle prime sette partite: si profila l’ennesimo fallimento della politica societariatwitta

lunedì 26 febbraio 2018

di Marco Bonetto

INVIATO A VERONA - Ogni volta si pensa di aver visto il peggio. E invece no. Perché la consunzione del Toro andata in scena a Verona rappresenta un nuovo spartiacque, nel campionato ormai a testa in giù dei granata. E qui, adesso, ormai, è il momento di porsi una banalissima domanda, senza verbo: ma almeno uno straccio di dignità? Contro la seconda peggior difesa del campionato e contro una squadra insieme contestata e nel pozzo, il Toro si è dissolto, dando solo a tratti, per un pezzo di secondo tempo, la sensazione di avere energie fisiche e mentali sufficienti quantomeno per portare a casa la pellaccia. Il problema, infatti, non è riconducibile soltanto a una mera analisi numerica, che pone Mihajlovic davanti a Mazzarri nel conteggio dei punti (12 a 11), comparando le medesime partite (WM è subentrato alla prima di ritorno). E non sarebbe esaustivo appellarsi alla maledizione post-derby: che da tre anni a ‘sta parte azzanna e affossa i granata, dopo uno shock in bianco e nero. Perché siffatte ripetitive, nefaste coincidenze non cascano dal cielo ma sorgono dalla terra. Dai piedi dei giocatori: modesti, se non sono mossi da un fuoco anche solo acceso, se non sacro. Dalla loro testa: mediocre anch’essa, sulla bilancia della personalità. E da un cuore evidentemente troppo povero, quanto a spirito di squadra.

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