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Numeri per sognare: in trasferta solo il Torino del 1977 fece meglio
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Numeri per sognare: in trasferta solo il Torino del 1977 fece meglio

Le rimonte anche vincenti, i gol "diversi", i punti in più di Mazzarri, le reti in più di Belotti, e un incredibile raffronto...

di Marco Bonetto mercoledì 5 dicembre 2018

TORINO - Ci sono dei numeri che vellicano i sogni, anche se a prima vista possono parere semplicemente assurdi. D’altra parte sarebbe davvero un’assurdità, degna dell’etilica leggenda di un santo bevitore granata, appoggiare la squadra di Mazzarri su un piatto della bilancia, e poi fare la medesima cosa sull’altro piatto con il Toro di Radice del 1976 e del 1977. Sarebbe da pazzi, più che altro, tentare un raffronto. Di qua c’è un Torino che, a dir tanto, sta lottando per arpionare una qualificazione in Europa League. E dall’altra c’è un Toro dapprima scudettato, e subito dopo capace di mettere assieme ben 50 punti su 60, in una stagione meravigliosa per gli occhi ma orrenda per i cuori (all’ultima giornata: quando anche la Juve chiuse con una vittoria e vinse lo scudetto con un punto in più). Insomma, dai: siamo seri! Cosa vogliamo fare? Paragonare Zaza a Pulici? Soriano a Zaccarelli? Rincon a Pecci? De Silvestri a Claudio Sala? Infatti: evitiamo confronti idioti. Però dallo spazio siderale delle statistiche continua a rimbalzare una voce, una domanda: lo sapevate che? Già: lo sapevate che il Toro di Mazzarri, se mai riuscisse a portar via anche solo un punto domenica a San Siro dopo il faccia a faccia col Diavolo, firmerebbe un primato negli ultimi 40 anni? Perché salirebbe a 10 trasferte di fila senza sconfitte, considerando il finale dello scorso campionato (pareggio a Napoli e vittoria sul Genoa) e i 7 viaggi del torneo attuale (pari con Inter, Udinese e Atalanta, vittoria col Chievo, pareggio a Bologna, successo con la Samp e divisione della posta a Cagliari). Così come questo Toro, negli ultimi 4 decenni arrivò a 9 trasferte consecutive senza sconfitte in serie A soltanto un’altra squadra imparagonabile, per quanto non ai livelli del tricolore di Radice. Ovvero il Torino di Mondonico: unendo, in questo caso, la fine del campionato 1991-’92 (l’annata della finale Uefa) con l’inizio di quella successiva, culminata nel trionfo in Coppa Italia. Ma poi anche quello squadrone cadde: a Genova col Grifone. Ricalcolando quel bottino con i 3 punti a vittoria (introdotti in A dal 1994), si può dire che il cammino fu identico: 15 punti (3 vittorie e 6 pareggi), con una media di 1,66 punti a incontro. Per cui una domanda rimbalza subito, giunti a questo punto. Chi fece meglio, in precedenza?

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