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Serie A Udinese, Tudor: «Lavorando sulla testa ce la possiamo fare»
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Serie A Udinese, Tudor: «Lavorando sulla testa ce la possiamo fare»

Il neotecnico: «La squadra soffre, ma lavorando sulla testa ce la possiamo fare. Convinto dalla serietà della società»twitta

martedì 24 aprile 2018

UDINE - "È un momento delicato, per questo non vorrei parlare troppo di me. C'è un lavoro importante da fare, finire la stagione come questa società merita, poi partire con nuova energia" esordisce così Igor Tudor, neoallenatore dell'Udinese. "Un nuovo tecnico può dare tutto o niente, dipende dalle sue qualità. Ora non è il momento di parlare troppo, bisogna pensare al Benevento""Non ho parlato con Reja, con lui ho un gran rapporto perché sono stato suo assistente all'Hajduk nove anni fa, era la mia prima esperienza. L'Udinese è un grande club, ho seguito il campionato e penso che questa rosa sia interessante, con giovani buoni". Giovani come Balic: "L'ho allenato nel settore giovanile dell'Hajduk Spalato. Andrija è migliorato, è cresciuto, non è più bambino come era prima". Tudor ha giocato per Siena e Juventus ma non ha mai allenato in Italia: "Non è un pregio che io non abbia mai allenato qui. Se uno ha qualità, nel suo lavoro, deve dimostrarla. Certo, l'esperienza aiuta, ma poi è la qualità che fa la differenza".

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LOTTA SALVEZZA - La situazione dell'Udinese è difficile: "Molti mi hanno chiamato e detto di pensarci, che anche chi allena il Real Madrid ha dei problemi. Io sono sicuro che faremo bene". Tudor sa da dove arriverà la scossa: "Non va bene modificare molto, bisogna lavorare sulla testa. I giocatori sono brave persone, che lavorano, che ci tengono. È importante lavorare sulla mente". Riguardo al contratto: "Non me la sentivo di venire solo per quattro partite. Abbiamo parlato, ci siamo piaciuti e abbiamo deciso di fare questo progetto. Io ho apprezzato il club per la serietà. L'Udinese è una delle migliori società in questo, ti lasciano lavorare, poi devi essere bravo per dimostrare che vali". Come è nata la trattativa? "Non ci ho pensato, è successo tutto negli ultimi due giorni. Sono contento e chiamerò sicuramente Oddo per capire. Alla squadra ho detto di andare a casa, ci vediamo domani alle 6 di pomeriggio. I ragazzi stanno mentalmente male, soffrono. Ho parlato subito con il presidente, pensavamo a un giorno di ritiro, ma ho preferito dirgli di andare a casa. Prima della partita di domenica alle 15 abbiamo 3-4 giorni di allenamenti". Riguardo al futuro modulo: "Noi allenatori parliamo sempre di moduli perché voi giornalisti siete curiosi. Sono numeri, importanti sì, ma più di questo conta lo stile,l'intensità e mentalità". Da chi prende spunto Tudor? "Ho avuto grandi allenatori, Lippi, Ancelotti, Capello. Ho apprreso un po' da ciascuno di loro ma voglio soprattutto essere me stesso"

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