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Serie B, il Pescara batte il Benevento e si prende la vetta. Pareggia la Cremonese, crolla il Venezia
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Serie B, il Pescara batte il Benevento e si prende la vetta. Pareggia la Cremonese, crolla il Venezia

I ragazzi di Pillon si aggiudicano il big match con il Benevento, i lombardi impattano con la Salernitana, i veneti perdono a Perugia. 1-1 tra Carpi e Cosenza, il Foggia batte l'Ascoli

di Giordano Grassi sabato 6 ottobre 2018

TORINO - Dopo la vittoria del Lecce Verona contro la capolista Hellas, che ha di fatto dato la possibilità a tutte le inseguitrici di accorciare la classifica e ai bookmakers di rimpastare il lotto delle favoritissime per la promozione diretta in Serie A, scendono quest'oggi in campo ben dieci squadre. Brescia-Padova, Livorno-Spezia Palermo-Crotone chiuderanno, domani, il quadro della settima giornata cadetta.

 

CARPI-COSENZA 1-1

Il Cosenza è ancora alla ricerca della prima vittoria in campionato, il Carpi non se la passa meglio, con quattro sconfitte in sei incontri ed un avvicendamento in panchina. Castori conferma il blocco uscito sconfitto da La Spezia soltanto all'85', coi soli Jelenic e Sabbione al posto di Concas e Mbaye. Braglia, invece, cambia modulo e ben cinque interpreti. I calabresi partono fortissimo e in 19' hanno quattro occasionissime per portarsi in vantaggio, ma né Maniero (fuori di un soffio), né Garritano (ottima risposta di Colombi), né D'Orazio (miracolo del portiere emiliano), né Di Piazza (palla alta da due passi) trovano la giocata vincente. Il Carpi esce fuori alla distanza e alla mezz'ora i valori sembrano ribaltati, col Cosenza costretto a rinculare nella propria metà campo. Le occasioni dei padroni di casa portano la firma di Arrighini (in rovesciata) e Jelenic (su punizione), ma è in avvio di ripresa che si sblocca il risultato: Saracco respinge male un tentativo del centrocampista slovena, Mokulu serve di tacco Pasciuti che non fallisce il tap-in. Il portiere rossoblu si riscatta pochi minuti dopo, salvando il risultato sul congolese, imitato a stretto giro di posta dal collega avversario Colombi, decisivo su Idda. All'89', però, un tiro-cross velenosissimo di Baez riporta in partita il Cosenza, con mister Braglia che ordina l'assalto finale. Il forcing non produce gli effetti sperati e le due squadre debbono accontentarsi di un punto a testa alla prima, storica sfida, in qualsiasi competizione e categoria.

Il tabellino del match

 

CREMONESE-SALERNITANA 0-0

Negli ultimi sei incroci in Serie B, una vittoria per parte e ben quattro pareggi, con appena otto gol segnati: lo 0-0 odierno sposa appieno la tradizione. Le aspettative sul match, derivanti dalla posizione d'alta classifica di entrambe le compagini, erano altissime alla vigilia, non del tutto mantenute dallo spettacolo visto in campo, certamente limitato dal caldo e dalla pioggia che dominano allo Zini, oltre che offuscato dalla grande intensità espressa dai 22 protagonisti della partita. Il primo tempo, ad ogni modo, è un monologo dei padroni di casa, seppur con un solo vero brivido a percorrere le schiene campane, regalato da Paulinho al 19', autore di una girata di testa che esce di un soffio. L'attaccante italo-brasiliano ex Grosseto, Sorrento e Livorno ci prova anche da fuori e su calcio piazzato (potenza e precisione deficitano) e si ripete ad inizio ripresa, fermato soltanto da un super-intervento di Micai. Per vedere la Salernitana dalle parti di Radunovic bisogna attendere il 58', quando Castiglia ci prova con un destro dai venti metri circa, intercettato in tuffo dall'estremo difensore dei lombardi. È ancora la Cremonese a fare la partita, ma la palla da tre punti capitata sui piedi di Carretta al 95' finisce in curva, e con essa le speranze dei lombardi.

Il tabellino del match

 

FOGGIA-ASCOLI 3-2

L'Ascoli non ha mai vinto a Foggia e l'impresa non riuscirà almeno fino al prossimo anno. I pugliesi, fanalini di coda, vengono da due vittorie consecutive, con Padova e Benevento, i marchigiani, dal canto loro, non perdono da settembre. Le formazioni si affrontano a viso aperto, gli schemi saltano ben presto, lasciando il posto a gol e spettacolo. Il primo tempo termina 2-2, frutto del vantaggio ascolano dopo appena 5' (Brosco di testa su cross di Laverone), l'uno-due micidiale dei padroni di casa (10' e 14') firmato da Deli e Galano, e dal pareggio ospite per mano del figlio d'arte Ganz. La posta in gioco inizia, di colpo, a scottare e la paura di perdere prende il sopravvento in una ripresa avara di grandi chance e giocate pregevoli. Serve un episodio per sottrarre al destino quel che appare un pareggio annunciato: giunge al 72', quando l'accoppiata Kragl-Mazzeo mette in difficoltà Perrucchini, regalando a Gerbo il più facile dei gol. Vince il Foggia, che sale a 4 punti: sarebbero 12 senza la penalizzazione, in piena zona promozione.

Il tabellino del match

 

PESCARA-BENEVENTO 2-1

Il Pescara si porta a casa il big match di giornata, aprendo una mini-crisi in casa sannita, al secondo stop consecutivo dopo il 3-1 interno patito per mano del Foggia. La formazione abruzzese prova sin da subito a regalare emozioni forti al proprio pubblico: un gol annullato, un palo, un miracolo di Puggioni tengono in vita un Benevento che aveva provato ad imporre il proprio gioco nella prima mezz'ora, totalmente annichilito dall'intensità dei padroni di casa, che sbloccano il risultato al 37' con la splendida incornata di Leonardo Mancuso, implacabile nel ribadire in rete il cross di Memushaj. Nella ripresa il Pescara continua a fare la partita e neppure il pareggio di Viola su calcio di punizione scompone i ragazzi di Pillon, che hanno il grande merito di riportarsi immediatamante in vantaggio (al 53') con il diagonale rasoterra di un indemoniato Machin, assolutamente il migliore in campo. Tello ed Asencio provano a spaventare gli abruzzesi, ma l'occasione più grande capita per due volte sui piedi di Brugman che, all'84', spara alto a porta vuota e, al 94', si fa neutralizzare il tiro dall'estremo difensore campano. Sarebbero errori imperdonabili, se non fosse che il match termina 2-1 e la vetta della classifica è cosa fatta.

Il tabellino del match

 

PERUGIA-VENEZIA 1-0

Il Venezia, quattro punti in classifica, fa visita al Perugia, che invece ne ha 5. Al Renato Curi, ancor prima che una sfida tra due formazioni che vogliono tirarsi fuori dai bassifondi, si gioca quella tra due tecnici seduti su una panchina che traballa a mo' di rodeo. Alessandro Nesta cerca di scacciare la crisi cambiando modulo, passando alla difesa a quattrp (inserendo i terzini Ngawa Falasco) e con tre trequartisti dietro MelchiorriStefano Vecchi, dal canto suo, risponde apportando ben quattro cambi rispetto agli undici reduci dal pareggio col Livorno: dentro Schiavone (all'esordio stagionale), Segre, Zigoni e il rientrante Zampano, con Bentivoglio, Litteri Citro pronti a entrare a gara in corso. L'ex tecnico dell'Inter Primavera due volte Campione d'Italia non risolve però i propri problemi di cattiveria sotto porta e solo a tratti quelli della balbuzie nella manovra. L'ex fuoriclasse di Lazio Milan, invece, paga l'infortunio di Bianco, perdendo così l'elemento più tecnico della propria mediana, riuscendo ad aggirare il problema grazie al dinamismo offerto da Kouan, Verre e Dragomir. La prima frazione non è di quelle da stropicciarsi gli occhi, tatticismi e agonismo dominano la scena. Il Venezia parte meglio, il Perugia esce alla distanza: a conti fatti, i primi 45' si chiudono con una sola vera occasione per parte, decisivi Gabriel su Zigoni Bruscagnin su Vido, che salva sulla linea a Vicario battuto. La ripresa si apre con un cambio forzato in casa veneta, laddove Andelkovic rileva uno zoppicante Modolo. Ironia della sorte, è proprio il difensore sloveno a rendersi protagonista, in negativo, soli sette minuti più tardi, quando da un suo errore nasce l'opportunità, per Melchiorri, di far esplodere un destro che non lascia scampo all'estremo difensore arancioneroverde. Vecchi corre ai ripari e getta nella mischia Litteri, passando così ad un più offensivo 4-3-1-2, ma deve ben presto abbandonare le proprie ambizioni di recupero del risultato ed arrendersi all'evidenza di una squadra a corto di energie mentali ancor prima che fisiche. La beffa definitiva arriva all'80', quando Andelkovic si fa cacciare: disastroso il suo impatto sul match. Vince con merito il Grifone, che nel finale sfiora il raddoppio col solito Melchiorri, Dragomir e Vido, rischiando solo sul gran tiro dalla lunga distanza di Di Mariano, che lambisce il palo. Boccata d'ossigeno per Nesta.

Il tabellino del match

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