Il Venezia e il rebus societario

In questo mese il presidente Niederauer conta di trovare i capitali che possono mettere in sicurezza il futuro del club e dare alla squadra la tranquillità necessaria in vista della volata per la Serie A
Il Venezia e il rebus societario© LaPresse

TORINO - Marzo sarà un mese cruciale per il futuro del Venezia. Sul campo, il gruppo plasmato da Vanoli nei suoi 16 mesi alla guida degli arancioneroverdi, ha dimostrato di tenere bene botta, nonostante i problemi economici che affliggono la società. Domenica scorsa, la convincente vittoria sul Bari ha riportato il Venezia a 2 soli punti dalla Cremonese seconda, cioé dalla zona A diretta. Nel prossimo turno, i grigiorossi lombardi giocano a Bolzano, casa del Sudtirol mentre il Venezia domani sera nell'anticipo è di scena a Palermo, coi siciliani che avranno una delle ultime occasioni per reinserirsi nella lotta per la promozione diretta. Insomma, per il Venezia sarebbe importante andare alla successiva sosta per le nazionali con la squadra ancora in lizza per la promozione diretta. Poi, nel resto del mese, la scena dovrà prendersela il patron dei lagunari, Duncan Niederauer. Lo statunitense da mesi sta cercando capitali freschi per puntellare la situazione del club, gravato da un'enorme mole di debiti. Al mercato di gennaio, il Venezia non ha potuto fare acquisti e anzi ha dovuto cedere un pezzo pregiato dell'argenteria, quel Johnsen che ora sta lasciando il segno proprio nella Cremonese (un gol, ma anche due cartellini rossi). Ma quei quasi 3 milioni giunti per lui proprio dal club grigiorosso, sono stati una preziosa iniezione d'ossigeno per le casse veneziane. Però non basta, serve ben altro. Il rischio che a giugno, qualsiasi sia la categoria, il Venezia non possa iscriversi, c'è. E qui entra in gioco Nederauer, che in questo mese conta di "avere novità", sull'ingresso di capitali freschi in società e che potrebbe comunicare nel suo prossimo passaggio a Venezia, proveniente dal suo New Yersey. Si parlava della possibilità di cedere il 40% delle quote al fondo statunitense Cerberus, uno dei più potenti al mondo. Ma Niederauer dice che ci potrebbero essere anche altri possibili compratori. Va ricordato che il patron del Venezia è stato sia presidente che amministatore delegato della Borsa di New York, contatti con possibili investitori di certo non gli mancano, li ha ogni giorno, si consideri che nel 1985, a 26 anni, Niederauer iniziava la sua carriera entrando in Goldman Sachs. Quando nel 2020 ha rilevato il Venezia da Joe Tacopina, ha guidato il club nello stesso modo del suo predecessore. Cioé da “collettore” di capitali altrui, ottenendo risultati superiori a quelli di Tacopina che ora detiene una Spal che corre qualche rischio di finire nel calcio dilettantistico. Insomma, sarebbe importante per il futuro del Venezia che la questione societaria si risolvesse in questo mese. La squadra finora non ha di fatto risentito di questi problemi, anche perché gli stipendi vengono pagati regolarmente e questo ha sempre messo al riparo il Venezia da possibili penalizzazioni in classifica che avrebbero minato la stagione. Però, andare alla volata finale del campionato con un assetto sociatrio solido e definito, potrebbe dare una marcia in più alla banda Vanoli, stretta intorno al totem Pohjanpalo, sempre più capo cannoniere della B, col gol di domenica scorsa al Bari, è salito a 16 reti: in Serie A (ma non solo) fa gola a molti.

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