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Spagna, Morata: «L'esclusione dal Mondiale? Il peggior momento della mia carriera»
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Spagna, Morata: «L'esclusione dal Mondiale? Il peggior momento della mia carriera»

L'attaccante del Chelsea ha parlato dal ritiro della selezione spagnola: «Ero andato via dalla Spagna per giocare e arrivare pronto in Russia. A Lopetegui non porto rancore, gli auguro il meglio»

martedì 4 settembre 2018

ROMA - «L'esclusione dal Mondiale è stata dura da digerire, mi aspettavo di esserci ma è andata diversamente, adesso farò di tutto per esserci al prossimo». Alvaro Morata non ha difficoltà ad ammettere la sua delusione per la mancata convocazione per la kermesse iridata russa. Il flop spagnolo è ormai alle spalle, dopo il siluramento di Lopategui e la breve parentesi Hierro, il nuovo commissario tecnico è Luis Enrique che ha subito puntato sull'attaccante del Chelsea. «Ogni allenatore è diverso dall'altro, ha il suo stile. Siamo tutti contenti di lui, mi piace anche se al momento abbiamo fatto appena due allenamenti con lui, chiede grande intensità e molta concentrazione, ma abbiamo parlato e mi sembra una persona molto sincera e con una gran voglia di vincere, ci dice sempre che torneremo a farlo», ha spiegato l'ex Juventus che, comunque, non prova «rancore nei confronti di Lopetegui. È stata una sua scelta non convocarmi e comunque io non avevo disputato la mia miglior stagione. Gli auguro il meglio per la sua carriera e per il Real. Io sono felice di essere tornato, per me è come se fosse la prima volta, infatti ieri ero nervoso e sono arrivato un'ora e mezza prima dell'allenamento».

In questa Spagna sono quattro i giocatori del Chelsea (oltre a Morata, Pedro, Azpilicueta e Kepa): «È un orgoglio per il club e anche per noi giocatori», taglia corto Morata al suo secondo anno con i "blues". «Sono andato via dalla Spagna per giocare i Mondiali, ma non è andata così ed è stato il peggior momento della mia carriera perchè per ogni calciatore il Mondiale è un sogno sin da quando li segue in tv», ha spiegato Morata che non si pente di essere andato a Londra. «Lo scorso anno è iniziato bene ma poi è stato un disastro, andavo in campo e non sapevo dove ero, ma ora sono felice. Sono diventato padre, ho un nuovo allenatore, sono tornato in Nazionale. Nella mia vita sono cambiate molte cose, soprattutto sono arrivati i miei figli che mi danno motivazioni speciali, fisicamente sto benissimo». Da Conte Sarri, da Lopetegui a Luis Enrique. «Al Chelsea abbiamo cambiato il modo di giocare, ora giochiamo un calcio molto più simile a quello che facciamo in Nazionale, ovvero tanti passaggi, molto possesso e attaccare gli spazi». 

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