Mkers, la startup per i campioni di eSports
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Mkers, la startup per i campioni di eSports

B Heroes, il percorso di mentorship per aziende ad alto contenuto innovativo, ha inserito la startup con sede a Milano tra le top 20. E le selezioni saranno trasmesse in onda a fine mese su Sky Uno

martedì 5 marzo 2019

Siete appassionati di videogiochi e vorreste fare di questa passione un vero e proprio lavoro? A tal fine è nata Mkers, la startup di eSpors per videogiocatori professionisti. Il fenomeno degli sport elettronici è in continua crescita e sono sempre di più i giocatori che si appassionano a questo tipo di sport. Si, perché, anche nel nostro Paese, si sta creando una cultura intorno agli sport elettronici, nonostante questi non siano ancora stati inseriti dal Comitato olimpico internazionale all’interno del programma dei Giochi.

Mkers gestisce i campioni di eSports, fungendo da vero e proprio club sportivo professionistico di videogiocatori che coinvolge tanti giochi differenti. Con sede a Milano, annovera tra le proprie fila Thomas De Gasperi, voce degli Zero Assoluto, Co-founder della società insieme con Paolo Cisaria, Amir Hajar e Daniele Ballini. Mkers è una delle 20 starup selezionate da B Heroes, il percorso di mentorship per aziende ad alto contenuto innovativo. Le startup sono state selezionate attraverso un roadshow costituito da 15 differenti tappe lungo tutto lo Stivale tenutosi tra ottobre e novembre. Le operazioni di selezione verranno raccontate attraverso una docu-serie televisiva che andrà in onda su Sky Uno alla fine di questo mese.

Mkers è addirittura in lizza per vincere un premio di 800mila euro, destinato alle migliori startup. Un’organizzazione seria e che ha già raccolto i primi frutti con la vittoria, a Madrid nel maggio 2017, di Daniele Paolucci, giocatore di FIFA 17 del team Mkers, nella Season 2 dell’Ultimate Team Championship. Grazie a Mkers i videogiocatori non saranno più semplicemente appassionati, ma veri e propri atleti professionisti che, per garantire prestazioni ottimali, vengono affiancati da mental coach e psicologi. Anche nell’immaginario collettivo, il giocatore di sport elettronici non viene più visto come un alienato che si chiude in casa, bensì come un atleta che ha bisogno di curare il proprio benessere fisico e psichico, studiare e trovare un proprio equilibrio per essere in grado di concentrarsi e dare il meglio di sé in qualsiasi situazione e circostanza. 

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