NBA 2K League: clamoroso Blazer, subito fuori ai playoff
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NBA 2K League: clamoroso Blazer, subito fuori ai playoff

I Knicks sconfiggono i superfavoriti Blazer5 infliggendo alla squadra di Portland quella che è appena la terza sconfitta stagionale: ma sufficiente a eliminarli dalla lotta al titolo.

lunedì 20 agosto 2018

Se i record sono fatti per essere superati, i pronostici esistono per venire ribaltati. Potremmo riassumere così la prima giornata dei playoff della NBA 2K League, dove Davide abbatte Golia nel più clamoroso degli upset: i Knicks, qualificati come ultima testa di serie del tabellone, estromettono i superfavoriti Blazer5 infliggendo alla squadra di Portland quella che è appena la terza sconfitta stagionale: ma i quarti di finale sono a eliminazione diretta, e ogni passo falso è letale.

QUARTI DI FINALE 

Knicks Gaming 82 – Blazer5 Gaming 78. Una partita emozionante, back and forth, fatta di parziali e contro parziali, coi Knicks che si adeguano al ritmo altissimo imposto dai Blazer fin dalla palla a due: la squadra di New York, sostenuta dal pubblico di casa, prima raggiunge i rivali all’intervallo e poi li sorpassa nel finale. Gli ultimi due minuti sono quelli decisivi. I Knicks non si fanno prendere dall’entusiasmo e giocano con pazienza, seguendo gli schemi e raccogliendo i rimbalzi (cruciale quello offensivo di Idris sul filo di lana), mentre i Blazer subiscono la pressione del pronostico e cadono in qualche errore di troppo.

MamaI’mDatMan, ad esempio, segna 20 punti ma con cattive percentuali al tiro (2/10 da tre punti) e perde lo scontro diretto col playmaker dei Knicks, Adam, autentico uomo partita con 30 punti, 12 assist e solo tre errori al tiro. Mentre l’MVP della lega Walnut e Goofy battagliavano sotto canestro, il supporting cast dei Knicks si dimostrava più affidabile di quello Blazer, troppo dipendente dalle sue stelle, con la discutibile scelta del coach di tenere in panchina Lavish, il miglior tiratore da tre della lega. I Blazer fanno le valigie con una grossa delusione da metabolizzare, prima di riprovarci nel 2019, mentre i Knicks (5 vinte e 9 perse in stagione) vanno avanti tra l’incredulità generale: è la bellezza crudele delle partite a eliminazione diretta.

76ers GC 92 – Wizards District Gaming 73. Gli eterni secondi del campionato sorridono delle disgrazie dei Blazer e tirano avanti verso l’obiettivo. I 76ers aprono il loro quarto di finale con un parziale di 23 a 14 e continuano a incrementare il vantaggio fino alla sirena. L’accoppiata formata da Radiant e Steez è dominante come a inizio stagione (32 e 28 punti) e la difesa è più che contenta di accettare i 47 punti del solito, scatenato Boo Painter quando dietro a lui c’è il deserto. Il basket uno-contro-uno dei Wizards ha trovato l’antidoto in una squadra organizzata, tra le meglio allenate del campionato, che procede con merito alle semifinali.

Pistons GT 67 – Heat Check Gaming 85. Un’altra vittoria con ampio margine nel terzo quarto di finale della giornata, uno dei più equilibrate. I Pistons si erano qualificati come testa di serie numero tre, ma gli Heat Check arrivavano ai playoff cavalcando una striscia di vittorie impressionante, macchiata solo da una prestazione opaca dell’ultima giornata di regular season. Con l’alzarsi della posta in palio, ecco tornare i brillanti Heat della seconda metà di stagione.

Hotshot controlla il ritmo della partita coi suoi uno-contro-uno, realizza 54 punti ma ha anche la pazienza di non forzare la conclusioni (soli tre errori al tiro) e la visione di gioco per servire i compagni (8 assist, 10 canestri da tre punti per la squadr). La difesa poi è semplicemente impeccabile. Ai Pistons non bastano le soluzioni tattiche dell’allenatore Duane Burton, nominato Coach of the Year, che prova persino a spostare I’mSoFarAhead dalla consueta posizione di point guard. La partita sembra irrecuperabile già dal primo quarto: Let’sGetItRamo, 29 punti sul tabellino, è l’ultimo ad arrendersi.

Raptors Uprising GC 65 – Cavs Legion GC 77. Insieme agli Heat Check, i Raptors erano la squadra più calda della lega, protagonisti di una rimonta in zona Cesarini che li ha trascinati fino a un’insperata qualificazione ai playoff. I Cavs però, più costanti nell’arco dell’intera stagione, si sono fatti trovare pronti alla sfida a eliminazione diretta, con una chiara idea su come impostare la partita.

Hood, doppia doppia con punti e assist, è leader sia in attacco che in difesa e l’intero quintetto offre una performance di alto livello: da notare i 20 rimbalzi di Sick. Toronto invece poggia solo su Kenny e KingQuai, col resto dei giocatori che totalizzano appena 13 punti: nel momento di tentare l’ultimo assalto, la benzina è finita. Hood fa buona guardia e i Cavs avanzano alle semifinali.

SEMIFINALI

Heat Check Gaming 2 – 76ers GC 0 (Game 1: 68 – 63; Game 2: 62 – 56). Quando si parla degli Heat Check il pensiero va subito alle stellari prestazioni offensive di Hotshot (97 punti nelle due partite), ma il fattore che è valso a Miami la qualificazione alla finale assoluta è in realtà la difesa, capace di limitare a 63 e 56 punti uno degli attacchi più esplosivi del campionato, celebre per i tiri da tre punti scoccati da qualsiasi angolo del campo.

Entrambe le sfide sono tese, a punteggio basso: missione compiuta per gli Heat che impostano la partita sui ritmi a loro più congeniali. Radiant, il playmaker dei 76ers, è la grande delusione della serie: segna appena sei punti nell’arco delle due partite e i compagni sono imprecisi al tiro: 47% complessivo e 2/11 dalla distanza in gara 1. Sotto canestro Steez e IFeast si fanno valere, ma la vera forza dei 76ers nel corso della stagione è stata il gioco sul perimetro: annullandolo, Hotshot e la sua spalla SharpShooterlos si sono guadagnati il successo da underdog.

Knicks Gaming 2 – Cavs Legion GC 1 (Game 1: 72 – 83; Game 2: 79 – 77; Game 3: 81 – 78). Una serie semplicemente spettacolare. Imprevedibile, equilibrata in tutte e tre le partite decise da un distacco minimo, e non poteva che terminare col risultato meno scontato e più desiderato dal pubblico. La favola di Cinderella continua, i Knicks si entusiasmano con l’apporto dei tifosi e vincono in rimonta. In Gara 1 i Cavs avevano messo le cose in chiaro, stabilendo quale fosse la squadra da battere, con la solita doppia doppia di Hood spalleggiata dai 25 rimbalzi catturati da un ottimo Sick, testimonianza del dominio Cavs nell’area pitturata. In Gara 2 però la musica cambia. I Knicks non riescono a limitare l’attacco Cavs, ma li inseguono ai loro ritmi alti e cancellano il vantaggio con una clamorosa rimonta nel terzo quarto.

Goofy è l’eroe della partita, 30 punti e una cruciale stoppata sul tiro del pareggio. In Gara 3 i Knicks mantengono l’inerzia e partono col piede sull’acceleratore. Il primo quarto finisce 25 a 17, e Adam torna protagonista con una prestazione da campione: 36 punti, 10 assist e un’attenta gestione del pallone che respinge l’assalto dei Cavs, costretti a rosicchiare un punto per volta senza mai tornare a contatto. Con un computo a rimbalzo di 36 a 21, i Knicks hanno totalmente ribaltato lo scenario di gara 1.

Gli Heat Check, che li affronteranno il 25 agosto nella finale al meglio delle tre partite, sono avvisati: i Knicks sono la Cenerentola del torneo, ma sanno cambiare faccia all’occorrenza e non hanno paura di nessuno.

Servizio a cura di GEC - Giochi Elettronici Competitivi

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